COMUNICATO STAMPA
NO alla Legge che Censura le parole “Artigianato” e “Artigianale” !
Lanciata la Petizione online per difendere il “Saper Fare Creativo #MadeinItaly”, Patrimonio Culturale diffuso, non Privilegio per una Casta Burocratizzata.
25.000 Euro di Multa per un Post su Istagram, una Scritta sulla Vetrina, un Volantino in una Fiera, un Annuncio sul Web, … ?
Può sembrare assurdo, ma non lo è ! E’ Legge !!
Infatti, dal 7 Aprile, con l’entrata in vigore dell’Art.16 della Legge n.34/2026 per TUTTE le Micro-Attività Creative e Artigianali – che NON sono iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane – è VIETATO usare commercialmente le parole “Artigianato” e “Artigianale“. La sanzione vessatoria si applica per ogni Violazione.
Per opporsi a questa norma assurda – anti-Storica, anti-Culturale e anti-Economica – FaròArte ha lanciato una Petizione su Change.org che ha già raccolto centinaia di adesioni.
La Petizione è indirizzata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma anche ai Presidenti delle Regioni Italiane ed alle Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato e chiede – oltre ad una Moratoria urgente – di rivedere il senso di questa norma che, a detta dei promotori, nasce per contrastare la pubblicità ingannevole in particolare dei grandi brand industriali, ma che – se applicata – rischia di colpire in maniera indiscriminata soprattutto realtà commerciali come Gelaterie, Panifici, Pasticcerie, Aziende Agro-Alimentari, Fattorie, Birrifici, Trappisti, Laboratori Gastronomici, Cooperative Sociali, Enti del Terzo Settore, Spazi Formativi, Attività di Inclusione, Associazioni Culturali, FabLab, Designer, StartUp Creative, e-Commerce, Fiere e Mercatini, Prestatori d’Opera del Proprio Ingegno come lo sono soprattutto molti Giovani e molte Donne, ma anche i Maestri Artigiani che per la crisi hanno dovuto chiudere la Bottega, ma che continuano a lavorare e ad insegnare, soprattutto alle nuove generazioni.
Per FaròArte i “Falsi Artigiani” si combattono Certificando la Qualità con la Tracciabilità del processo Creativo e Produttivo, non con la Burocrazia in vecchio stile Protezionistico e con la Censura di parole che appartengono storicamente e diffusamente al “Paesaggio Culturale Italiano“.
FaròArte chiede, quindi, che si apra un confronto pubblico anche sull’urgenza di una seria Riforma delle Leggi Nazionali e Regionali, in grado di superare la pluridecennale crisi strutturale del settore artistico e disegnare nuovi modelli organizzativi in grado di generare un Futuro di Sviluppo per l’Artigianato Creativo italiano.
CON CORTESE PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE
Ufficio Stampa di FaròArte
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contatto: Carlo d’Aloisio Mayo – Tel./Whatsapp: 335-72.56.123

