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NO alla Legge che Censura le parole “Artigianato” e “Artigianale” ! Difendiamo il “Saper Fare Creativo #MadeinItaly”, Patrimonio Culturale diffuso, non Privilegio per una Casta Burocratizzata.

NO Censura Artigianto

Firma la Petizione su Change.org !

Destinatari:

–    On. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

–    i Presidenti delle Regioni Italiane

–    le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato


Sapevate che da oggi definire “artigianale” un gelato, un gioiello fatto a mano o il restauro di un mobile, potrebbe costare una multa di 25.000 Euro ?

Con l’entrata in vigore dell’Art.16 della Legge n.34 dell’ 11 Marzo 2026, lo Stato italiano ha di fatto “sequestrato” le parole “Artigianato” e “Artigianale“.

L’obiettivo dichiarato sulla carta sembrerebbe nobile: colpire le grandi industrie che usano questi termini impropriamente per fare marketing e pubblicità ingannevole verso i Consumatori.

Ma la realtà è un’altra: la norma rischia di colpire al cuore e penalizzare irreversibilmente  centinaia di migliaia di piccole attività, produttori del territorio, giovani creativi, ecc.

Infatti, secondo la nuova legge, chiunque utilizzi questi termini o qualsiasi riferimento ad essi – senza essere iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane – commette un illecito sanzionabile con multe salatissime !

Petizione Change

IL PROBLEMA ?

Con l’Art.16 della Legge n.34/2026, per contrastare alcuni grandi “Falsi Artigiani“, si rischia di colpire la gran parte dei piccoli VERI Artigiani !

Infatti, da martedì 7 aprile, 25.000,00 € (v-e-n-t-i-c-i-n-q-u-e-m-i-l-a Euro !!!) di multa per Chiunque usi il termine “Artigianato” o “Artigianale” nella propria denominazione, attività, marchio, insegna, comunicazione, promozione, sito web, social media, fiere, mercatini, ecc. senza essere impresa regolarmente iscritta nell’Albo delle Imprese Artigiane !!!

Persino le Gelaterie, i Panifici e le Pasticcerie, laddove – in quanto inquadrati come esercizi commerciali – non fossero iscritte all’Albo, dovranno rimuovere la parola “Artigianale” dalle loro vetrine !

Questo effetto assurdo e devastante potrebbe accadere perché, nella realtà diffusa, moltissime micro-attività artigianali sono svolte in forme organizzative diverse, oltre che commerciali, come le aziende agro-alimentari che trasformano manualmente i propri prodotti, come le Fattorie, ma anche i Trappisti, i Laboratori Gastronomici, le Cooperative Sociali, gli Enti del Terzo Settore, gli Spazi Formativi, le Attività di Inclusione, le Associazioni Culturali, i FabLab, i Designer, le StartUp Creative, i Birrifici, gli e-Commerce del settore, ecc. … tutti soggetti NON necessariamente iscrivibili all’Albo in questione e NON tutti organizzati nella dimensione imprenditoriale strutturata, come, ad esempio, i piccoli Prestatori d’Opera del Proprio Ingegno o i Maestri Artigiani che hanno dovuto chiudere la Bottega, ma continuano a lavorare e ad insegnare, soprattutto alle nuove generazioni.

Per il settore dell’Artigianato Artistico e Creativo, Tipico e Tradizionale l’applicazione generalizzata di questa norma rappresenterebbe il necrologio per tantissime micro attività, per di più proprio dopo decenni di Crisi strutturale del settore dovuta all’inadeguatezza da parte di Chi ne aveva e ne ha la responsabilità istituzionale, con la chiusura di decine di migliaia di Botteghe (128.000 in 10 anni secondo dati CNA/UnionCamere) conseguente all’avvento delle nuove dinamiche del Mercato Globale.

I “Falsi Artigiani” si combattono Certificando la Qualità con la Tracciabilità del processo Creativo e Produttivo, non con la Burocrazia in vecchio stile Protezionistico.

Legge 34-2026 art.16

PERCHÉ QUESTA NORMA È INGIUSTA ?

L’Art. 45 della Costituzione sancisce che “La legge provvede alla Tutela (non alla Censura) e allo Sviluppo (non al Protezionismo) dell’ Artigianato“.

L’Art.16 della Legge n.34/2026 fa l’esatto opposto: confonde la dote e la qualità del “Saper Fare” con la conformità burocratica.

L’Artigianalità è un valore culturale ed una qualità tecnica del lavorare, NON una procedura burocratica. Questa legge crea paradossi incomprensibili, antistorici e controproducenti sul piano sociale, culturale ed economico:

A) – Sanzioni sproporzionate – Una multa minima di 25.000 € (che può arrivare all’1% del fatturato, ma ovviamente per chi fa fatturati milionari !) per un post su Instagram o una scritta in vetrina o un cartello in una fiera. È una cifra che – in un istantedistrugge qualsiasi micro-attività e manda in rovina le persone e le famiglie che vi lavorano.

B) – Censura alla libertà linguistica Vietare l’uso di termini antropici di uso comune della lingua italiana a chiunque che – pur lavorando con le mani, con il cuore e con l’ingegno – non può iscriversi all’Albo per vari motivi, soggettivi e oggettivi, economici, giuridici, burocratici, previdenziali, commerciali, … o perché in fase di avvio progettuale (start-up) … è un attacco alla libertà di espressione del proprio lavoro.

C) – Colpisce i più deboli – Quanti Maestri Artigiani che per la crisi hanno dovuto chiudere la Bottega (e quindi l’impresa) continuano a lavorare in altre forme, anche collaborative e associative ? Perché equipararli alle grandi industrie fraudolente, privandoli del diritto di raccontare la vera natura del proprio lavoro.

D) – Frena l’innovazione e la crescita – Soprattutto i giovani, ma non solo, che vogliono testare una nuova idea di artigianalità creativa, prima di aprire una partita iva e iscriversi a registri onerosi, sono condannati all’invisibilità.

L'Artigianato NON si Censura

COSA CHIEDIAMO ?

Non possiamo permettere che la tutela del “Vero Artigianato” diventi il pretesto per una *deterrenza linguistica* che favorisce SOLO alcuni privilegiati, mortificando e penalizzando il diffuso patrimonio etno-culturale del nostro Paese, nonché sfavorendo il rilancio attrattivo e lo sviluppo inclusivo dell’Artigianato Artistico e Creativo, Tipico e Tradizionale Italiano.

Chiediamo al Ministro del Made in Italy, ai Presidenti delle Regioni ed alle preposte Commissioni Parlamentari:

  1. La revisione urgente dell’16 della Legge 34/2026 per fare chiara distinzione applicativa tra la frode commerciale e la pubblicità ingannevole delle grandi industrie e l’uso descrittivo del termine “Artigianale” per le attività produttive tipiche del territorio e le micro-realtà creative.
  2. Una moratoria immediata sugli accertamenti e sull’applicazione delle sanzioni di 25.000 € previste dall’16 della Legge n.34/2026 per chi svolge attività artigianale, artistica e creativa, tipica e tradizionale in qualsiasi forma organizzativa, fino ad una corretta riformulazione della norma.
  3. Il riconoscimento dell’Artigianato di fatto” per permettere l’uso libero del termine a chiunque possa dimostrare un processo produttivo prevalentemente manuale e creativo, ovvero ai giovani (e non solo giovani) che intendano sperimentare innovative progettualità artigianali, indipendentemente dall’iscrizione a specifici albi burocratici, viceversa:
  • prevedendo disciplinari evoluti, dinamici e flessibili
  • favorendo lo sviluppo di modelli di Certificazione di Qualità con la Tracciabilità della Filiera Creativa e Produttiva (oggi ancora più agevoli da sviluppare grazie alle tecnologie digitali come IA, Blockchain, NFT, …)
  • attivando Campagne di Promozione del “Valore Artigiano
  1. Una Riforma – organica e distintivadelle Leggi Nazionali e Regionali sull’Artigianato che avvenga, non nella stanza dei bottoni, ma attraverso un pubblico confronto tra qualificate competenze complementari, per favorire la Vera Tutela e la Valorizzazione con lo Sviluppo Innovativo, anche del modello organizzativo, in grado di superare la Crisi strutturale del settore e costruire un nuovo Futuro Competitivo per l’Artigianato Artistico e Creativo, Tipico e Tradizionale, quale straordinario ed unico patrimonio materiale e immateriale, espressione diffusa del vero #MadeinItaly, componente costituente e caratterizzante il “Paesaggio Culturale Italiano” !

Richieste Petizione Artigianato

FIRMA PER DIFENDERE L’ARTIGIANATO ITALIANO  !

L’Artigianalità è una forma espressiva, un patrimonio culturale diffuso, NON una casta burocratizzata.

Non lasciamo che una norma sbagliata si appropri delle nostre parole più belle, cancellando migliaia di micro-attività e impoverendo economicamente e culturalmente il vero  MadeinItaly”.

Firma la Petizione per salvare l'Artigianato

La Tua Firma conta !

Firma anche tu per difendere la Libertà di Creare con le proprie Mani e il Diritto per Tutti di chiamare le cose con il loro Nome !

Change Legge Artigianato


La Petizione è promossa da FaròArte. Per aderire al Comitato Promotore scrivere a info@faroarte.it


Non è un Pesce d’Aprile ! Da oggi le parole “Artigianato” e “Artigianale” sono sotto Censura.

“Saper Fare Creativo” e sviluppo – Roma riaccende il motore dell’Artigianato: al via la rete disintermediata e partecipata per un nuovo “Rinascimento urbano”

Successo e ampia partecipazione al primo Challenge Workshop promosso da FaròArte: lanciate le sfide per la mappatura delle competenze e il progetto di Art-Hub nella Capitale


Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - bSi è svolto martedì 17 febbraio presso l’Urban Center “Metropolitano” il 1° Challenge Workshop dal titolo “Valorizzare Creatività e Artigianato per un nuovo Rinascimento urbano”, promosso da FaròArte per il #MadeinRome, in collaborazione con ISIA Roma Design e ITIS Galilei, dedicato alla valorizzazione sinergica della creatività e dell’artigianato romano come leva strategica di rigenerazione urbana, di inclusione sociale e di sviluppo economico diffuso.

Nel corso dell’evento, istituzioni, imprese, artigiani, creativi, professionisti e mondo della formazione si sono confrontati in un dialogo aperto ed operativo per delineare e costruire una visione condivisa capace di mettere in rete competenze, innovazione e tradizione produttiva.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - eDopo i saluti istituzionali di Elena Andreoni, coordinatrice dell’Urban Center “Metropolitano”, di Francesco Nazzaro, Capo Gabinetto di Roma Città Metropolitana, e di Monica Lucarelli, Assessore alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale, l’incontro – moderato da Francesco Saverio Aymonino, Architetto e consigliere dell’Urban Center “Metropolitano” – si è articolato in quattro panel tematici:

  • Rigenerazione sostenibile e nuova economia diffusa, con contributi focalizzati sul “saper fare” come attrattore di inclusione e di crescita, grazie agli interventi di Giorgio De Finis, Antropologo, Direttore Artistico del MAAM e del Museo delle Periferie, Dino Angelaccio, Architetto, Presidente ITRIA – Itinerari turistico-religiosi interculturali e accessibili – Consulente del Ministro della Disabilità – Coadiutore gruppo accessibilità universale dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dionisio Mariano Magni, Architetto, Presidente di FaròArte e Tommaso Brasiliano, Architetto.

Dal dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la rigenerazione sostenibile dell’ecosistema sociale romano metropolitano non può prescindere da una rinnovata capacità di valorizzazione del suo “saper fare artigiano”. Roma non è soltanto patrimonio storico e monumentale, ma anche un laboratorio diffuso di competenze, manualità, creatività e tradizioni produttive che attraversano quartieri, rioni e periferie, ma che negli ultimi decenni sono divenuti sempre più dispersi ed invisibili.

Queste considerazioni sono state espresse con particolare chiarezza dagli ospiti che hanno sottolineato come l’artigianato creativo rappresenti una risorsa strategica qualificante, ma ancora non adeguatamente considerata nel disegno di sviluppo della Città e del suo hinterland metropolitano.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - cParticolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle periferie, da considerare non come marginalità residuali, ma come potenziali veri e propri laboratori di innovazione sociale e culturale. È proprio nei quartieri più lontani dal centro, anche per gli effetti del processo di gentrificazione nel cuore storico, che il “saper fare creativo” può divenire strumento di inclusione, coesione e riscatto urbano. Le periferie custodiscono energie, competenze e spazi che, se messi in rete, possono generare nuove economie locali e rafforzare il senso di comunità.

Tornare a far essere l’artigianato un motivo attrattivo di Roma, oggi, vuol dire metterlo a sistema, superando la logica sempre più perdente delle singole micro-individualità disperse, per trasformarlo in esperienza culturale, turistica e formativa diffusa: laboratori condivisi aperti, percorsi esperienziali del “saper fare creativo”, contaminazioni feconde tra tradizione e innovazione, tra manifattura e digitale. In questa prospettiva, il “saper fare creativo” può rinnovare non solo l’identità, ma diventare leva strategica per una rigenerazione urbana sostenibile, capace di connettere centro e periferie e di costruire una nuova economia metropolitana fondata sulla qualità, sulla relazione e sul valore sociale del lavoro.

  • Normative europee, nazionali e regionali, con approfondimenti su IGP, Made in Italy e quadro legislativo di riferimento, grazie agli interventi di Gianfrancesco Romeo, Direttore Generale del Ministero del “Made in Italy”, Valerio Novelli, Consigliere della Regione Lazio, componente della Commissione Attività Produttive, Ugo Patroni Griffi, Docente presso la UNIBARI e la LUISS di Roma, autore del libro “Le Società Artigiane” e Carlo d’Aloisio Mayo, Imprenditore CreArtigiano, vice Presidente FaròArte, nonché con un contributo scritto pervenuto da parte di Roberta Angelilli, Assessore alle Attività Produttive e vice Presidente della Regione Lazio.

Nell’ambito del secondo panel, Carlo d’Aloisio Mayo ha sottoposto alcune questioni fondamentali all’attenzione del Dott. Romeo – quale direttore generale del Ministero del Made in Italy – chiedendogli, in particolare, se il recente recepimento della Direttiva UE sulla certificazione IGP “Non Agri” sia uno strumento sufficiente a valorizzare adeguatamente l’Artigianato Artistico, proprio per la necessità per questo segmento di dover tutelare e rivendicare l’integrità identitaria territoriale nel suo insieme, dalla materia al processo creativo e produttivo  e se non sia, oggi, necessario, opportuno ed urgente – alla luce delle criticità applicative consolidatesi negativamente negli ultimi decenni – prevedere, nel quadro normativo nazionale come in quelli regionali sull’Artigianato, una distinzione netta ed univoca tra il segmento “culturale”, espresso dalla nicchia dell’Artistico e Creativo, e quello più ampio ed economicamente più strutturato, ma di mero carattere tecnico e produttivo, terziario e di servizio.

Il Dott. Romeo ha confermato come l’estensione della certificazione IGP ai prodotti “Non Agri” possa rappresentare certamente un primo importante passo in avanti, sottolineando come abbia già tutelato con successo i nostri prodotti enogastronomici che, nel tempo, sono diventati simboli riconosciuti del Made in Italy in tutto il mondo. Tuttavia, ha riconosciuto che il contesto dell’Artigianato Artistico necessita di strumenti specifici: sebbene la certificazione attuale possa dare maggiore visibilità e garanzia di qualità, non basta da sola a riconoscere la complessità e la creatività dei mestieri artistici.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - iIl Dott. Romeo ha inteso anche cogliere la sollecitazione circa l’opportunità di valutare normative aggiornate e distintive per l’Artigianato Artistico, in grado di differenziarlo dall’Artigianato generico, allo scopo di specificatamente riconoscerne e valorizzarne identità, tecniche e patrimonio culturale. Leggi che tengano conto della realtà contemporanea dei laboratori, del riconoscimento del ruolo formativo dei maestri artigiani, delle potenzialità delle microattività creative, ecc. prevedendo innovativi strumenti di tutela e di sviluppo efficaci, incentivi e riconoscimenti adeguati.

Nel merito della Legge Regionale del Lazio, la n.3/2015, che proprio il 17 febbraio ha compiuto 11 anni (!), Carlo d’Aloisio Mayo ha riportato alcuni dati significativi che ne attestano il drammatico fallimento: ben 47 imprese abilitate nell’albo artistico; ben Due (2) titoli di “Maestro Artigiano” riconosciuti; ben Zero (0)Botteghe Scuola” attivate. Responsabilità di governance che dovrebbe imporre un urgente e serio percorso di analisi delle criticità e di conseguente Riforma. Percorso che non può essere, come nel 2015, nuovamente concepito nelle stanze chiuse dei bottoni, senza un adeguato percorso aperto e partecipato che ascolti e coinvolga i protagonisti che vivono e conoscono la realtà del settore.

Sul punto è intervenuto anche Valerio Novelli che ha ricostruito quanto accaduto (o meglio non accaduto) negli ultimi due anni nell’assise regionale ossia da quando FaròArte – in occasione del convegno svoltosi presso la Casa dell’Architettura – sottopose all’attenzione dell’Assessore Angelilli una proposta di Riforma che la stessa accolse con grande attenzione e proposizione di iniziativa, rimasta, però, purtroppo, a tutt’oggi, disattesa.

  • Design, tecnologia & formazione, con focus sull’integrazione tra percorsi didattici e produzione artigianale; panel che ha visto la partecipazione di Cristina Costarelli, Dirigente dell’ITIS Galilei, Marco Pietrosante, Designer, Docente dell’ISIA Roma Design e Tommaso Brasiliano, Architetto, nonché il contributo audio-video di Massimiliano Neri, responsabile Area Formazione della FORMEDIL.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - bDal terzo panel è emersa con chiarezza l’importanza strategica della sinergia tra architetti, designer e artigiani. Le testimonianze degli ospiti hanno messo in luce come la collaborazione storica tra progettisti e maestri artigiani non sia solo un’opportunità creativa, ma possa rappresentare una vera leva per elaborare nuovi prodotti e nuove esperienze culturali capaci di competere sui mercati globali.

Si è sottolineato come la formazione debba svolgere un ruolo centrale in questo processo: integrare percorsi didattici con laboratori artigianali può permettere ai giovani di acquisire competenze concrete, comprendere le tecniche tradizionali e allo stesso tempo sperimentare innovazioni tecnologiche. Questo approccio può favorire una contaminazione virtuosa tra conoscenza accademica e pratica del mestiere, generando una nuova offerta identitaria, forte e distintiva, in grado di valorizzare la qualità del “Made in Italy” in tutti i suoi aspetti.

Altro aspetto emerso riguarda l’importanza della valorizzazione del mestiere di artigiano: non basta preservare le tecniche tradizionali, ma occorre anche riconoscere il ruolo creativo dell’artigiano come co-progettista e innovatore.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - dInoltre, prevedere la tracciabilità della filiera creativa e produttiva, attraverso tecnologie digitali che ne attestino universalmente la certificazione di origine, può diventare strumento fondamentale per garantire qualità, autenticità e competitività internazionale.

Solo la capacità di perseguire un rinnovato rapporto sistemico tra formazione, design e artigianato può innestare il “saper fare creativo” dei singoli in un motore condiviso di innovazione culturale ed economica, capace di rafforzare l’identità dei territori e di sostenere la crescita di una nuova economia diffusa e sostenibile.

  • ART-HUB – Nuovi modelli per fare attività artigiana di sistema allo scopo di sviluppare incubatori di creatività e innovazione, con le testimonianze di Stefano Carta, Dirigente Attività Produttive Roma Città “Metropolitana”, Susanna Zuccarini, Relazioni Istituzionali e Comunicazione INVITALIA, Claudia Abatecola, Amministratrice della NOREMA – Progettazione Europea.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - lIl quarto e ultimo dibattito ha evidenziato il ruolo strategico di disegnare nuovi modelli per fare attività artigiana di sistema. Gli ospiti hanno anche sottolineato come l’Intelligenza Artificiale e la blockchain possano potenziare l’artigianato creativo: l’IA può supportare progettazione e personalizzazione dei prodotti, mentre la blockchain può garantirne tracciabilità e autenticità, aprendo nuove, importanti ed ampie opportunità di mercato.

Stefano Carta, in particolare, ha riportato l’esperienza in divenire del percorso formativo-lavorativo che Città Metropolitana sta promuovendo in partnership con Bulgari per formare e professionalizzare nuovi orafi romani.

Le rappresentanti di Invitalia e di Norema, nel richiamare esempi concreti di come innovazione e tradizione possano coniugarsi per creare nuove opportunità collaborative e sostenibili, hanno brillantemente illustrato quali possono essere i loro ruoli nel percorso delineato dal convegno.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - hIl dibattito conferma che Roma ha le potenzialità per affermarsi come centro internazionale di innovazione creativa artigiana, capace di valorizzare il patrimonio culturale attraverso tecnologie e modelli avanzati.

Il momento conclusivo ha rappresentato la sintesi chiave delle finalità dell’intero evento con la proposizione di un “Protocollo d’Intesa progettuale di visione e azione” tra i soggetti presenti, ma anche aperto a nuove adesioni, allo scopo di avviare e consolidare progressivamente il primo Project Networking dei Creativi e degli Artigiani romani ed il contestuale avvio della “Mappatura – Open Data – dei Saperi e delle Competenze”, quale censimento fondamentale per favorire l’emersione, la connessione e, quindi, la valorizzazione delle risorse umane e delle attività del settore sul territorio.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - g«Questo workshop rappresenta l’inizio di un percorso strutturato», ha dichiarato il vice Presidente di FaròArte Carlo d’Aloisio Mayo. «Roma possiede un patrimonio straordinario di saperi e di professionalità: trasformarlo in sistema significa generare valore culturale, occupazionale ed economico per l’intero territorio».

L’evento si è confermato come un primo significativo passo per l’avvio di un percorso aperto e partecipato di contaminazione tra mondo artigiano, istituzioni, imprese e formazione, rilanciando la necessità di fare rete per sostenere la creatività e l’artigianato romano nel contesto nazionale e internazionale.

L’iniziativa segna l’avvio di progetti da articolarsi nel breve, medio e lungo termine e che mirano a candidare Roma Metropolitana ad Hub permanente dell’innovazione creativa artigiana, in grado di coniugare tradizione, tecnologia e sostenibilità.

FaròArte per il #MadeinRome conferma e rilancia così il proprio impegno nel promuovere iniziative culturali e progetti di sviluppo per l’ecosistema del “saper fare creativo”, mirando a un nuovo “Rinascimento urbano” fondato su innovazione, tradizione e cooperazione.


Il Video dell’Evento


La Locandina dell’Evento

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Il Programma dell’Evento

Programma 17 febbraio 2026 web ok


Le Slide dell’Evento


Il video dell’Evento

Invito al 1° Challenge WorkShop: “Valorizzare Creatività & Artigianato romano per un nuovo Rinascimento urbano”

Locandina 17 febbraio

Design & Saper Fare Creativo – genesi della “Grande Bellezza”

Martedì 17 Febbraio 2026 – ore 15:00 > 19:00
URBAN CENTERMETROPOLITANO” – Sala Conferenze
Viale Manzoni, 34 – Roma (Fermata Metro A) – ingresso libero


Open Tavola Rotonda

per promuovere l’avvio di un percorso partecipato di condivisione, contaminazione e cooperazione tra Creativi & Artigiani romani insieme a:

FaròArteISIA Roma DesignITIS GALILEI


Qui puoi Registrarti per partecipare all’evento


ore 14:30 – accoglienza dei partecipanti

PROGRAMMA

introduce
Dionisio Mariano Magni
Architetto, Presidente FaròArte

modera
Francesco Saverio Aymonino
Architetto, Consigliere Urban Center “Metropolitano”

ore 15:00 – Saluti istituzionali

  • Gianfrancesco RomeoDirettore Generale del Ministero del “Made in Italy”
  • Francesco NazzaroCapo Gabinetto di Città Metropolitana di Roma Capitale
  • Monica Lucarelli Assessora Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale
  • Elena AndreoniAssessorato all’Urbanistica di Roma Capitale
  • Tommaso SalvatoriDirettore ISIA Roma Design

Sessione: Scenario e Visione

ore 15:30 – Panel 1
Quale Rigenerazione Sostenibile per l’ecosistema sociale romano metropolitano ?
Il “Saper Fare Creativo” attrattore inclusivo per sviluppare nuova Economia diffusa

Dialogo con:

  • Giorgio de FinisAntropologo, Direttore Artistico MAAM e Museo Periferie
  • Dino AngelaccioArchitetto, Pres. ITRIA, Consulente Ministro Disabilità
  • Dionisio Mariano MagniArchitetto, Presidente FaròArte
  • Tommaso BrasilianoArchitetto

ore 16:15 – Panel 2
Dal generale al particolare > Normative a misura della realtà e della prospettiva
Direttive EU – IGP – Made in Italy – Legge Quadro Nazionale – Legge Regionale del Lazio

Dialogo con:

  • Gianfrancesco RomeoDirettore Generale del Ministero del “Made in Italy”
  • Valerio NovelliConsigliere della Regione Lazio
  • Ugo Patroni GriffiDocente UNIBARI e LUISS Roma
  • Carlo d’Aloisio MayoImprenditore Artigiano, vice Presidente FaròArte

Sessione: Percorsi e Progetti

ore 17:00 – Panel 3
Design, Tecnologia & Artigianato – Formazione & Contaminazione
per creare e produrre offerta identitaria in grado di competere nella sfida dei Mercati Globali anche attraverso la Certificazione di Tracciabilità della Filiera Creativa e Produttiva

Dialogo con:

  • Cristina CostarelliDirigente ITIS Galilei
  • Massimiliano NeriResponsabile Area Formazione FORMEDIL
  • Marco PietrosanteDesigner, Docente ISIA Roma Design
  • Tommaso BrasilianoArchitetto

ore 17:45 – Panel 4

ART-HUB – Art/Lab & Art/Expo – nuovi modelli per fare “Impresa Artigiana di Sistema”
localizzazioni, risorse e sinergie per lo Start Project

Dialogo con:

  • Stefano CartaDirigente Attività Produttive Roma Città “Metropolitana”
  • Susanna ZuccariniRelazioni Istituzionali e Comunicazione INVITALIA
  • Claudia AbatecolaAmministratrice NOREMA – Progettazione Europea
  • Carlo d’Aloisio MayoImprenditore Artigiano, vice Presidente FaròArte

ore 18:30 – Dibattito e Conclusioni

>>> Protocollo d’Intesa per sviluppare il primo Project Networking dei Creativi & degli Artigiani

>> Lancio della Call per la “Open Mappatura dei Saperi e delle Competenze” dei Protagonisti e delle Attività del “Saper Fare Creativo” romano per l’emersione delle risorse umane e lo sviluppo delle opportunità


Qui puoi Registrarti per partecipare all’evento


Locandina 17 febbraio

 


Programma 17 febbraio 2026 web ok

Programma Regionale per un “Nuovo Modello di Sviluppo” dell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” Romano & del Lazio

Contributo Programmatico per i candidati alla carica di Presidente e di Consigliere alla Regione Lazio

Questo Programma si propone come motore per generare una nuova economia sociale nell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” dei nostri Territori, quale “patrimonio culturale immateriale”, del quale l’Artigianato Tradizionale, Artistico e Creativo ne costituisce, storicamente, il cuore e il motore.

Condivisione, collaborazione e inclusione rappresentano, oggi, le necessarie pre-condizioni per perseguire la genesi di un nuovo Umanesimo della Creatività.

La “Creatività”, come espressione individuale e collettiva – coniugata con l’Innovazione del Sistema, e quindi non solo Tecnologica, ma anche di Metodo Organizzativo e di Processo Produttivo – costituisce il “Valore” distintivo in grado di competere e di affermarsi nella dinamica globale per aprire prospettive di sviluppo e di successo verso il futuro.

Oggi, nella nostra Società, il tema della gestione, della delega e della partecipazione è in piena crisi. L’innovazione tecnologica ha implementato esponenzialmente le potenzialità della comunicazione e delle relazioni, offrendo nuove opportunità e modalità di condivisione e prefigurando la possibilità per nuovi scenari partecipati e disintermediati, con i quali delineare la genesi orizzontale e trasparente di nuovi modelli per la Rete e la Governance del Sistema.

Compito delle Istituzioni deve essere quello di governare responsabilmente i fattori di crisi per evolverli in opportunità e agevolarne i processi, garantendo terzietà, inclusività e pluralità nella gestione delle risorse.


Oramai da decenni, nel contesto romano e laziale, per il segmento Artistico e Tradizionale del settore Artigianato si evidenzia una progressiva riduzione della capacità economica di ciascun soggetto, registrando contestualmente la diminuzione della nascita di nuove imprese, a fronte anche della progressiva delocalizzazione, trasformazione in “altro” ovvero chiusura di molte di quelle esistenti.

Solo nel Centro Storico di Roma, nei primi anni ’90 vi operavano circa 5.000 imprese artigiane. Una densità importante che raccontava di una Città operosa, piena di figure riconoscibili e specializzate nel lavoro manuale e nell’artigianato artistico. Queste 5.000 attività dieci anni dopo, nei primi anni 2000, si erano ridotte a circa 2.000; nel 2010 a 1.000; oggi sono circa 500 e forse ancora meno.

Secondo il rapporto del 2011 sull’Artigianato Artistico e Tradizionale nel Lazio, che fotografava un campione significativo di operatori, le ditte individuali erano il 75%, mentre solo il 5% impiegava più di 5 addetti. Per la quasi totalità il Mercato di riferimento era locale o al massimo regionale e solo lo 0,9% operava continuativamente su quello internazionale; il 61% delle botteghe intervistate producevano redditi fatturati inferiori ai 30.000 l’anno e solo il 15% fatturavano fino a 60.000 l’anno.

Appare piuttosto evidente come le politiche perseguite e le governance attivate negli ultimi decenni nel settore non siano state in grado di contrastare le complessive criticità degenerative in divenire – causate certamente soprattutto dall’evolversi del processo di globalizzazione anche rispetto alla storica funzione socio-economica di prossimità – né tanto meno di incidere innovativamente su questo specifico ambito economico, sociale e culturale regionale

In un’ottica essenzialmente conservativa, è innanzitutto mancato il coraggio e la determinazione nel voler mettere in discussione gli status quo preesistenti e persistenti, attraverso – viceversa – la prioritaria apertura di un confronto pubblico, approfondito, analitico ed evolutivo, con il coinvolgimento anche dei numerosi stakeholder dell’Eco-Sistema di riferimento (non solo Artigiani, ma anche Università ed altri ambiti della Ricerca e della Formazione, Operatori del Marketing, del Turismo, della Creatività e della Cultura – in ogni sua forma visuale ed espressiva – delle Filiere Agro-Pastorizie del Territorio, …).

Confronto necessario e funzionale alla possibilità di leggere il contesto nel suo insieme, per essere in grado di concepire ed elaborare una nuova visione allo scopo di sviluppare un processo strategico di riqualificazione e di rigenerazione del Sistema stesso, finalizzato al riposizionamento dell’Artigianato Creativo e Culturale dei nostri Territori, nel suo complesso e nel quadro delle dinamiche della competizione globale.

Purtroppo, invece, si è continuato ad agire con interventi spot, in una logica “non evolutiva” ed essenzialmente  parcellizzata, di fatto supportando, solo e limitatamente, lo strato del sistema via via sopravvivente e comunque quello strutturalmente privilegiato, rispetto, invece, a perseguire l’obiettivo di rigenerare il valore del più complessivo, ampio e diffuso capitale umano e materiale costituente – ancora oggi, sia pure in condizioni di sempre maggiore dispersione, invisibilità ed impercettibilità – lo straordinario storico patrimonio artigianale creativo ed etno-culturale dei nostri territori.

Ancora oggi, nonostante l’evidente stato di crisi strutturale, oltre che congiunturale, alle attività creative del settore artigianale, in forma tradizionale o innovativa, si rivolge l’interesse spontaneo di diversi Soggetti – giovani, ma anche non giovani, non di rado svantaggiati – con competenze supportate da percorsi formativi prevalentemente generalisti e/o da una spiccata dote personale, ma che non trovano facilmente contesti dinamici ed interlocuzioni utili a sviluppare nuove opportunità per affrontare le possibili sfide future.

Sia il “Vecchio” che il “Nuovo” Artigianato non sono, oggi, più “censibili” e “misurabili” solo con gli “indicatori statistici di sistema”. E questo, da una parte, a causa della progressiva deimprenditorialità a favore spesso di un “sommerso di sopravvivenza” ovvero, dall’altra, dalla difficoltà, nell’incertezza del presente, di poter strutturare nuovi percorsi progettuali d’impresa.

Per tutto questo, è oggi necessario e sempre più urgente saper concepire strumenti innovativi in grado di perseguire il riposizionamento competitivo del “Saper Fare Creativo” nel suo “Insieme” – quale funzione trainante per Tutti ed anche quale distintivo e qualificante brand del Territorio da coniugare con quelli dei Protagonisti – attraverso la prioritaria emersione e l’adeguata rinnovata “rimessa in gioco” e valorizzazione dei “Saperi” e delle “Competenze”.

Sono questi i veri fattori distintivi e competitivi su scala globale che rappresentano il “vero” patrimonio, il “tesoro nascosto”, del nostro tessuto produttivo creativo; fattori sui quali è inderogabile intervenire ed investire per rigenerarne le potenzialità economiche, sociali e culturali, con strumenti e soluzioni all’altezza anche della secolare storia straordinaria che testimoniano.Da una parte, è indispensabile agire con decisione per tutelare e sostenere il patrimonio artigianale ancora visibilmente presente soprattutto nei Centri Storici, elaborando ed attivando idonei ed efficaci strumenti giuridici e fiscali, in grado di contrastare concretamente le criticità conseguenti ad un’irresponsabile deregulation che, per diversi decenni, ha favorito competitività sleale e degrado urbano, in danno delle attività più deboli, ma anche del decoro e della percezione identitaria e culturale, per invece avviare processi che, riqualificando le condizioni, innestino fattori per potenzialmente favorire nuova centralità diffusa delle Attività Tipiche, delle Botteghe e Storiche e dell’Artigianato Creativo e Culturale.

Inoltre, la Regione Lazio ha il dovere di fare proprio ed istituire, come già fatto dalla Regione Sicilia, il riconoscimento, pieno e sostanziale, alle eccellenze del territorio del titolo valoriale di “Tesoro Umano Vivente“, anche e soprattutto per favorirne la trasmissione dei Saperi e delle Competenze alle nuove generazioni, così come definito dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata dagli Stati membri nella 32ª Conferenza Generale dell’UNESCO del 17 ottobre 2003.

Altresì, è prioritario e funzionale agli obiettivi, perseguire il riconoscimento del plurimillenario “Saper Fare Creativo della Grande Bellezza” quale “Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, come già accaduto per altre 15 specificità identitarie italiane.

Dall’altra, nell’epoca di internet, della comunicazione digitale, della disintermediazione, non può che essere la capacità di innovare il Sistema” – stimolando il superamento delle dinamiche individualistiche anche verso una nuova prospettiva del modello di “Fare Impresa Artigiana” – a potenziare la competitività del “Saper Fare Creativo e Culturale” nel contesto economico locale ed internazionale.

Il Lazio certamente non è solamente “Roma”, ma il Lazio è anche e soprattutto “Roma”. E dal Valore “Roma”, oltre a vicendevolmente contaminarsi nei secoli, ancora oggi possono trarne benefit tutti i territori regionali. Partendo dal Contesto “Roma” possono sperimentarsi, svilupparsi e replicarsi innovative models e best pratices utili per Tutti.

Il Programma di Sviluppo per il 2023-2028 delinea le seguenti 5 macro progettualità:

  1. Costituzione del “Make-in.Lazio” – Osservatorio delSaper Fare Creativo Romano e del Lazio”, quale Network Management pluralistico e dinamico, strutturato territorialmente ed in relazione operativa con gli stakeholders di riferimento, in grado di rilevare ed analizzare lo scenario di riferimento e le criticità, nonché di elaborare, promuovere e governare le previste attività di intervento per favorire lo sviluppo economico e socio-culturale dell’EcoSistema territoriale e regionale nel suo complesso. Obiettivo dell’Osservatorio è anche quello di analizzare i pregi e i limiti dei complessivi strumenti normativi vigenti nel settore, ai diversi livelli legislativi, nonché delle relative potenziali risorse disponibili ed in particolare della ancora inattuata Legge Regionale sull’Artigianato n.3/2015 al fine di poterne elaborare, proporre ed attuare le modifiche utili e necessarie al perseguimento degli obiettivi delineati nel Programma di Sviluppo.
  2. Organizzazione progressiva di “CreArt GLocal Meeting”, eventi territorialmente diffusi – anche con cadenza periodica ed in Luoghi che divengano il punto di riferimento locale del Programma di Sviluppo (Make-in.Local) – con l’obiettivo di stimolare e favorire la Partecipazione dei Protagonisti dell’Eco-Sistema ai processi organizzativi e decisionali, l’emergere della conoscenza sulle Realtà del tessuto Creativo Artigianale e Culturale di ciascun ambito territoriale, nonché il confronto sulle esigenze di sviluppo e le aspettative per gli scenari futuri.
  3. Convocazione, con periodicità bi-triennale, dell’evento “Stati Generali & Futuro del Saper Fare Creativo #MadeinRome e #MadeinLazio”, quale GLocal HappenMeeting regionale per conoscere, discutere, aggregare “Idee Innovative” e “Best Pratices” volte a prospettare Nuovi Scenari ed Opportunità per i Protagonisti dell’Eco-Sistema.
  4. Realizzazione della Piattaforma Digitale Web&App “Lazio CreArtigiano” quale Open Big Data Network & MarketPlace per favorire la progressiva e spontanea Geo-Catalogazione dei Saperi e delle Competenze diffuse nell’Eco-Sistema regionale, favorirne l’emersione e la visibilità, le relazioni e le connessioni, promuoverne i Protagonisti, i Luoghi, gli Eventi, i Prodotti ed i Servizi verso il mercato.
  5. Realizzazione del primo “ART-HUB del Saper Fare Creativo”, da definire tematicamente e da localizzare nel cuore della Città di Roma nell’ambito della riqualificazione di un Luogo di prestigiosa centralità (quale esempio, da anni si propone il quadrante urbano comprendente il complesso delle 36 Botteghe del San Michele a Ripa – chiuse da 60 anni – integrato con l’area dell’Arsenale Pontificio a Porta Portese, anch’esso in disarmo da decenni). L’ART-HUB – quale modello innovativo sperimentale da strutturare in chiave Eco-Sostenibile, volano replicabile e scalabile per rigenerare la nuova centralità creativa e artigianale di ciascun territorio e/o di specifiche filiere – si configura quale Incubatore del Sistema, aperto al pubblico, per promuovere e favorire:
    • l’acquisizione, la conservazione, la divulgazione – anche esperienziale – e la messa a disposizione del Patrimonio Storico dei “Saperi” e delle “Competenze”;
    • la connessione e la contaminazione Creativa, anche attraverso processi sperimentali e di ricerca in funzione di analisi del Mercato;
    • la fruizione in condivisione di Spazi Operativi e/o di Mezzi Tecnici e/o di Processi di Lavorazione;
    • l’acquisizione in economia di scala di Attrezzature e/o Materiali e/o Accessori;
    • l’Offerta Formativa in funzione applicativa e di Startuppining progettuale e/o d’impresa;
    • la promozione di Eventi dinamici ed interattivi Esperienziali, Espositivi e Culturali;
    • la gestione customizzata e on demand di Servizi Tecnici e Professionali di Filiera Produttiva, di Mercato, di Marketing, Legali, Finanziari, Amministrativi, …

Analisi e Proposta Politica per il Buon Governo della Regione Lazio 2023-2028

Contributo elaborato a cura di FaròArte, promotore del progetto per il #MadeinRome – www.made-in-rome.com

Per info e contatti scrivere a: info@faroarte.it

Scarica Qui il Programma in PDF


Chi accetterà la Sfida per un Nuovo Futuro CreArtigiano ?

Si invitano i Candidati Consiglieri a manifestare la loro adesione ed il loro sostegno al Programma Regionale per un “Nuovo Modello di Sviluppo” dell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” Romano & del Lazio

I nominativi dei Candidati che manifesteranno la loro adesione ed il loro sostegno saranno pubblicati e diffusi.
FaròArte è disponibile ed interessato a partecipare ad incontri e confronti pubblici sul tema.

Per i Candidati Consiglieri alla Regione Lazio che intendono aderire e sostenere il Programma Regionale, Qui trovate il modulo da compilare ed inviare

Call for Stage CreArtigiano

Call for Stage CreArtigiano

Ecco i 2 moduli di adesione al progetto formativo da compilare, stampare, timbrare e firmare e salvare in pdf e rinviare via mail a info@faroarte.it oppure via fax al n. 06-32651010 possibilmente entro la giornata di oggi (25-02) in quanto la procedura di partecipazione al bando deve essere completata entro domani:

Manifestazione Interesse Stage CreArtigiano

Lettera intenti imprese Marketing pro management artigiano

Gli obiettivi del progetto sono duplici.

Da una parte si vuole favorire il trasferimento, ai destinatari disoccupati – inoccupati del progetto, delle competenze “di Mestiere” tipiche di molti settori dell’ Artigianato, quali quello della ceramica artistica o del legno, del cuoio e del vetro.

A questo si aggiunge anche il trasferimento, durante la fase di formazione, delle conoscenze e competenze innovative tipiche del settore. Il fine dell’ Azione è, quindi, quello di dare ai beneficiari le
competenze e gli strumenti, sia quelli tradizioni che quelli innovativo, necessari ad un proficuo inserimento professionale nel mondo del lavoro.

D’altra parte, secondo obiettivo del progetto è quello di favorire, all’interno delle “Botteghe Artigiane”, secondo Target dell’ Avviso, l’ingresso di nuove modalità di lavoro e di produzione attraverso l’innovazione delle procedure di lavoro e, quindi, una maggiore possibilità di rafforzamento e sviluppo dell’impresa.

L’intervento proposto è composto da un’ Azione Formativa, relativa all’apprendimento della teoria e delle metodologie per la prototipazione rapida attualmente disponibili, rivolta ai beneficiari disoccupati inoccupati, e un’ Azione, rivolta ai beneficiari Titolari di Imprese Artigiane, di Aggiornamento in merito alle tecniche e, soprattutto, alle nuove possibilità che sono offerte dalle odierne tecnologie di prototipazione rapida, attualmente divenute, rispetto al passato, molto più facilmente accessibili.

Le due attività potranno svolgersi contemporaneamente.

L’Azione Formativa sarà seguita da una fase di stage presso le Botteghe Artigiane selezionate, che potrà svolgersi anche in più periodi discreti.

Al termine dell’ Azione di Aggiornamento, invece, si prevede lo svolgimento di un modulo che utilizzerà, quale metodologia formativa innovativa, la formula del Fab-Lab, e che prevede lo svolgersi di più incontri, presso il Centro di Formazione.

Durante tale modulo, oltre che la possibilità di utilizzare le macchine per la prototipazione rapida, sarà messo a disposizione dell’ Artigiano, se richiesto, un Coach.

E’ durante queste ultime due fasi delle Azioni (lo stage presso l’Azienda artigiana degli allievi formati e il modulo specifico di Fab-Lab dell’Imprenditore Artigiano), che si realizzerà la completa integrazione fra le due Azioni.

Infatti, durante la parte iniziale dello Stage il Tutor –Artigiano darà la possibilità agli Allievi-Stagisti di apprendere l’uso degli strumenti e delle tecniche tipiche della tradizione artigiana del settore, mentre
durante la fase di Fab-Lab, che si svolgerà successivamente alla fase iniziale di stage ed alla quale parteciperà, in affiancamento al suo Tutor – Artigiano, anche lo Stagista, l’Imprenditore Artigiano realizzerà una Sua idea progettuale, anche con il supporto del Coach, e metterà in pratica, quindi, quanto appreso durante la fasi di Aggiornamento e, contemporaneamente, sarà consentito all’allievo-stagista di utilizzare “sul Campo” le conoscenze apprese sia durante la fase Formativa che durante la prima parte del suo stage.

A fine progetto, quindi, come indicato dall’ Avviso, saranno state perseguite le seguenti finalità:

– fornire una formazione professionale nell’ambito dell’artigianato e delle PMI produttive a giovani ed adulti disoccupati o inoccupati;

– dare la possibilità di tenere in vita e rafforzare le prospettive di sviluppo e crescita di imprese e mestieri tradizionali portatori di elevati gradi di professionalità e qualità;

– favorire l’interscambio di competenze tra mestieri operanti in settori comuni e non, al fine di creare l’accrescimento degli skills degli artigiani

– offrire ai destinatari degli interventi l’opportunità di inserirsi professionalmente assicurando gli strumenti e le competenze teoriche e pratiche necessarie

Il corso – Gratuito – sarà rivolto a non occupati di ogni età e prevede 200 h di formazione specialistica in sede didattica + 200/360 h di stage operativo in azienda + 15/20 h in Fab Lab.

Per questo selezioniamo piccole/medie imprese (anche non iscritte all’Albo Artigiano e con zero dipendenti, purché con partita IVA iscritte alla CCIAA) interessate ad ospitare uno stagista per un periodo di 2/3 mesi senza alcun onere a carico dell’azienda ospitante.

Per i Titolari dell’Impresa aderente è anche contestualmente offerta l’opportunità di partecipare (sempre Gratuitamente) ad un Work Lab di Marketing pro-Manager di Nuova imprenditorialità per condividere la sfida verso un Nuovo Futuro Artigiano !

Gli interessati (ad entrambi i percorsi a costo zero) possono inviare – entro domani mercoledì 24 febbraio – manifestazione d’interesse e presentazione aziendale (attività e dati aziendali completi di n.CCIAA o visura allegata) a info@faroarte.it

I selezionati riceveranno a breve giro i 2 moduli di adesione pre-compilati solo da sottoscrivere e restituire via mail entro giovedì 25.