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“Saper Fare Creativo” e sviluppo – Roma riaccende il motore dell’Artigianato: al via la rete disintermediata e partecipata per un nuovo “Rinascimento urbano”

Successo e ampia partecipazione al primo Challenge Workshop promosso da FaròArte: lanciate le sfide per la mappatura delle competenze e il progetto di Art-Hub nella Capitale


Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - bSi è svolto martedì 17 febbraio presso l’Urban Center “Metropolitano” il 1° Challenge Workshop dal titolo “Valorizzare Creatività e Artigianato per un nuovo Rinascimento urbano”, promosso da FaròArte per il #MadeinRome, in collaborazione con ISIA Roma Design e ITIS Galilei, dedicato alla valorizzazione sinergica della creatività e dell’artigianato romano come leva strategica di rigenerazione urbana, di inclusione sociale e di sviluppo economico diffuso.

Nel corso dell’evento, istituzioni, imprese, artigiani, creativi, professionisti e mondo della formazione si sono confrontati in un dialogo aperto ed operativo per delineare e costruire una visione condivisa capace di mettere in rete competenze, innovazione e tradizione produttiva.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - eDopo i saluti istituzionali di Elena Andreoni, coordinatrice dell’Urban Center “Metropolitano”, di Francesco Nazzaro, Capo Gabinetto di Roma Città Metropolitana, e di Monica Lucarelli, Assessore alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione degli Investimenti di Roma Capitale, l’incontro – moderato da Francesco Saverio Aymonino, Architetto e consigliere dell’Urban Center “Metropolitano” – si è articolato in quattro panel tematici:

  • Rigenerazione sostenibile e nuova economia diffusa, con contributi focalizzati sul “saper fare” come attrattore di inclusione e di crescita, grazie agli interventi di Giorgio De Finis, Antropologo, Direttore Artistico del MAAM e del Museo delle Periferie, Dino Angelaccio, Architetto, Presidente ITRIA – Itinerari turistico-religiosi interculturali e accessibili – Consulente del Ministro della Disabilità – Coadiutore gruppo accessibilità universale dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dionisio Mariano Magni, Architetto, Presidente di FaròArte e Tommaso Brasiliano, Architetto.

Dal dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la rigenerazione sostenibile dell’ecosistema sociale romano metropolitano non può prescindere da una rinnovata capacità di valorizzazione del suo “saper fare artigiano”. Roma non è soltanto patrimonio storico e monumentale, ma anche un laboratorio diffuso di competenze, manualità, creatività e tradizioni produttive che attraversano quartieri, rioni e periferie, ma che negli ultimi decenni sono divenuti sempre più dispersi ed invisibili.

Queste considerazioni sono state espresse con particolare chiarezza dagli ospiti che hanno sottolineato come l’artigianato creativo rappresenti una risorsa strategica qualificante, ma ancora non adeguatamente considerata nel disegno di sviluppo della Città e del suo hinterland metropolitano.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - cParticolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle periferie, da considerare non come marginalità residuali, ma come potenziali veri e propri laboratori di innovazione sociale e culturale. È proprio nei quartieri più lontani dal centro, anche per gli effetti del processo di gentrificazione nel cuore storico, che il “saper fare creativo” può divenire strumento di inclusione, coesione e riscatto urbano. Le periferie custodiscono energie, competenze e spazi che, se messi in rete, possono generare nuove economie locali e rafforzare il senso di comunità.

Tornare a far essere l’artigianato un motivo attrattivo di Roma, oggi, vuol dire metterlo a sistema, superando la logica sempre più perdente delle singole micro-individualità disperse, per trasformarlo in esperienza culturale, turistica e formativa diffusa: laboratori condivisi aperti, percorsi esperienziali del “saper fare creativo”, contaminazioni feconde tra tradizione e innovazione, tra manifattura e digitale. In questa prospettiva, il “saper fare creativo” può rinnovare non solo l’identità, ma diventare leva strategica per una rigenerazione urbana sostenibile, capace di connettere centro e periferie e di costruire una nuova economia metropolitana fondata sulla qualità, sulla relazione e sul valore sociale del lavoro.

  • Normative europee, nazionali e regionali, con approfondimenti su IGP, Made in Italy e quadro legislativo di riferimento, grazie agli interventi di Gianfrancesco Romeo, Direttore Generale del Ministero del “Made in Italy”, Valerio Novelli, Consigliere della Regione Lazio, componente della Commissione Attività Produttive, Ugo Patroni Griffi, Docente presso la UNIBARI e la LUISS di Roma, autore del libro “Le Società Artigiane” e Carlo d’Aloisio Mayo, Imprenditore CreArtigiano, vice Presidente FaròArte, nonché con un contributo scritto pervenuto da parte di Roberta Angelilli, Assessore alle Attività Produttive e vice Presidente della Regione Lazio.

Nell’ambito del secondo panel, Carlo d’Aloisio Mayo ha sottoposto alcune questioni fondamentali all’attenzione del Dott. Romeo – quale direttore generale del Ministero del Made in Italy – chiedendogli, in particolare, se il recente recepimento della Direttiva UE sulla certificazione IGP “Non Agri” sia uno strumento sufficiente a valorizzare adeguatamente l’Artigianato Artistico, proprio per la necessità per questo segmento di dover tutelare e rivendicare l’integrità identitaria territoriale nel suo insieme, dalla materia al processo creativo e produttivo  e se non sia, oggi, necessario, opportuno ed urgente – alla luce delle criticità applicative consolidatesi negativamente negli ultimi decenni – prevedere, nel quadro normativo nazionale come in quelli regionali sull’Artigianato, una distinzione netta ed univoca tra il segmento “culturale”, espresso dalla nicchia dell’Artistico e Creativo, e quello più ampio ed economicamente più strutturato, ma di mero carattere tecnico e produttivo, terziario e di servizio.

Il Dott. Romeo ha confermato come l’estensione della certificazione IGP ai prodotti “Non Agri” possa rappresentare certamente un primo importante passo in avanti, sottolineando come abbia già tutelato con successo i nostri prodotti enogastronomici che, nel tempo, sono diventati simboli riconosciuti del Made in Italy in tutto il mondo. Tuttavia, ha riconosciuto che il contesto dell’Artigianato Artistico necessita di strumenti specifici: sebbene la certificazione attuale possa dare maggiore visibilità e garanzia di qualità, non basta da sola a riconoscere la complessità e la creatività dei mestieri artistici.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - iIl Dott. Romeo ha inteso anche cogliere la sollecitazione circa l’opportunità di valutare normative aggiornate e distintive per l’Artigianato Artistico, in grado di differenziarlo dall’Artigianato generico, allo scopo di specificatamente riconoscerne e valorizzarne identità, tecniche e patrimonio culturale. Leggi che tengano conto della realtà contemporanea dei laboratori, del riconoscimento del ruolo formativo dei maestri artigiani, delle potenzialità delle microattività creative, ecc. prevedendo innovativi strumenti di tutela e di sviluppo efficaci, incentivi e riconoscimenti adeguati.

Nel merito della Legge Regionale del Lazio, la n.3/2015, che proprio il 17 febbraio ha compiuto 11 anni (!), Carlo d’Aloisio Mayo ha riportato alcuni dati significativi che ne attestano il drammatico fallimento: ben 47 imprese abilitate nell’albo artistico; ben Due (2) titoli di “Maestro Artigiano” riconosciuti; ben Zero (0)Botteghe Scuola” attivate. Responsabilità di governance che dovrebbe imporre un urgente e serio percorso di analisi delle criticità e di conseguente Riforma. Percorso che non può essere, come nel 2015, nuovamente concepito nelle stanze chiuse dei bottoni, senza un adeguato percorso aperto e partecipato che ascolti e coinvolga i protagonisti che vivono e conoscono la realtà del settore.

Sul punto è intervenuto anche Valerio Novelli che ha ricostruito quanto accaduto (o meglio non accaduto) negli ultimi due anni nell’assise regionale ossia da quando FaròArte – in occasione del convegno svoltosi presso la Casa dell’Architettura – sottopose all’attenzione dell’Assessore Angelilli una proposta di Riforma che la stessa accolse con grande attenzione e proposizione di iniziativa, rimasta, però, purtroppo, a tutt’oggi, disattesa.

  • Design, tecnologia & formazione, con focus sull’integrazione tra percorsi didattici e produzione artigianale; panel che ha visto la partecipazione di Cristina Costarelli, Dirigente dell’ITIS Galilei, Marco Pietrosante, Designer, Docente dell’ISIA Roma Design e Tommaso Brasiliano, Architetto, nonché il contributo audio-video di Massimiliano Neri, responsabile Area Formazione della FORMEDIL.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - bDal terzo panel è emersa con chiarezza l’importanza strategica della sinergia tra architetti, designer e artigiani. Le testimonianze degli ospiti hanno messo in luce come la collaborazione storica tra progettisti e maestri artigiani non sia solo un’opportunità creativa, ma possa rappresentare una vera leva per elaborare nuovi prodotti e nuove esperienze culturali capaci di competere sui mercati globali.

Si è sottolineato come la formazione debba svolgere un ruolo centrale in questo processo: integrare percorsi didattici con laboratori artigianali può permettere ai giovani di acquisire competenze concrete, comprendere le tecniche tradizionali e allo stesso tempo sperimentare innovazioni tecnologiche. Questo approccio può favorire una contaminazione virtuosa tra conoscenza accademica e pratica del mestiere, generando una nuova offerta identitaria, forte e distintiva, in grado di valorizzare la qualità del “Made in Italy” in tutti i suoi aspetti.

Altro aspetto emerso riguarda l’importanza della valorizzazione del mestiere di artigiano: non basta preservare le tecniche tradizionali, ma occorre anche riconoscere il ruolo creativo dell’artigiano come co-progettista e innovatore.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - dInoltre, prevedere la tracciabilità della filiera creativa e produttiva, attraverso tecnologie digitali che ne attestino universalmente la certificazione di origine, può diventare strumento fondamentale per garantire qualità, autenticità e competitività internazionale.

Solo la capacità di perseguire un rinnovato rapporto sistemico tra formazione, design e artigianato può innestare il “saper fare creativo” dei singoli in un motore condiviso di innovazione culturale ed economica, capace di rafforzare l’identità dei territori e di sostenere la crescita di una nuova economia diffusa e sostenibile.

  • ART-HUB – Nuovi modelli per fare attività artigiana di sistema allo scopo di sviluppare incubatori di creatività e innovazione, con le testimonianze di Stefano Carta, Dirigente Attività Produttive Roma Città “Metropolitana”, Susanna Zuccarini, Relazioni Istituzionali e Comunicazione INVITALIA, Claudia Abatecola, Amministratrice della NOREMA – Progettazione Europea.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - lIl quarto e ultimo dibattito ha evidenziato il ruolo strategico di disegnare nuovi modelli per fare attività artigiana di sistema. Gli ospiti hanno anche sottolineato come l’Intelligenza Artificiale e la blockchain possano potenziare l’artigianato creativo: l’IA può supportare progettazione e personalizzazione dei prodotti, mentre la blockchain può garantirne tracciabilità e autenticità, aprendo nuove, importanti ed ampie opportunità di mercato.

Stefano Carta, in particolare, ha riportato l’esperienza in divenire del percorso formativo-lavorativo che Città Metropolitana sta promuovendo in partnership con Bulgari per formare e professionalizzare nuovi orafi romani.

Le rappresentanti di Invitalia e di Norema, nel richiamare esempi concreti di come innovazione e tradizione possano coniugarsi per creare nuove opportunità collaborative e sostenibili, hanno brillantemente illustrato quali possono essere i loro ruoli nel percorso delineato dal convegno.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - hIl dibattito conferma che Roma ha le potenzialità per affermarsi come centro internazionale di innovazione creativa artigiana, capace di valorizzare il patrimonio culturale attraverso tecnologie e modelli avanzati.

Il momento conclusivo ha rappresentato la sintesi chiave delle finalità dell’intero evento con la proposizione di un “Protocollo d’Intesa progettuale di visione e azione” tra i soggetti presenti, ma anche aperto a nuove adesioni, allo scopo di avviare e consolidare progressivamente il primo Project Networking dei Creativi e degli Artigiani romani ed il contestuale avvio della “Mappatura – Open Data – dei Saperi e delle Competenze”, quale censimento fondamentale per favorire l’emersione, la connessione e, quindi, la valorizzazione delle risorse umane e delle attività del settore sul territorio.

Urban Center Metropolitano - 17-02-2026 - g«Questo workshop rappresenta l’inizio di un percorso strutturato», ha dichiarato il vice Presidente di FaròArte Carlo d’Aloisio Mayo. «Roma possiede un patrimonio straordinario di saperi e di professionalità: trasformarlo in sistema significa generare valore culturale, occupazionale ed economico per l’intero territorio».

L’evento si è confermato come un primo significativo passo per l’avvio di un percorso aperto e partecipato di contaminazione tra mondo artigiano, istituzioni, imprese e formazione, rilanciando la necessità di fare rete per sostenere la creatività e l’artigianato romano nel contesto nazionale e internazionale.

L’iniziativa segna l’avvio di progetti da articolarsi nel breve, medio e lungo termine e che mirano a candidare Roma Metropolitana ad Hub permanente dell’innovazione creativa artigiana, in grado di coniugare tradizione, tecnologia e sostenibilità.

FaròArte per il #MadeinRome conferma e rilancia così il proprio impegno nel promuovere iniziative culturali e progetti di sviluppo per l’ecosistema del “saper fare creativo”, mirando a un nuovo “Rinascimento urbano” fondato su innovazione, tradizione e cooperazione.


Il Video dell’Evento


La Locandina dell’Evento

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Il Programma dell’Evento

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Le Slide dell’Evento


Il video dell’Evento

Programma Regionale per un “Nuovo Modello di Sviluppo” dell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” Romano & del Lazio

Contributo Programmatico per i candidati alla carica di Presidente e di Consigliere alla Regione Lazio

Questo Programma si propone come motore per generare una nuova economia sociale nell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” dei nostri Territori, quale “patrimonio culturale immateriale”, del quale l’Artigianato Tradizionale, Artistico e Creativo ne costituisce, storicamente, il cuore e il motore.

Condivisione, collaborazione e inclusione rappresentano, oggi, le necessarie pre-condizioni per perseguire la genesi di un nuovo Umanesimo della Creatività.

La “Creatività”, come espressione individuale e collettiva – coniugata con l’Innovazione del Sistema, e quindi non solo Tecnologica, ma anche di Metodo Organizzativo e di Processo Produttivo – costituisce il “Valore” distintivo in grado di competere e di affermarsi nella dinamica globale per aprire prospettive di sviluppo e di successo verso il futuro.

Oggi, nella nostra Società, il tema della gestione, della delega e della partecipazione è in piena crisi. L’innovazione tecnologica ha implementato esponenzialmente le potenzialità della comunicazione e delle relazioni, offrendo nuove opportunità e modalità di condivisione e prefigurando la possibilità per nuovi scenari partecipati e disintermediati, con i quali delineare la genesi orizzontale e trasparente di nuovi modelli per la Rete e la Governance del Sistema.

Compito delle Istituzioni deve essere quello di governare responsabilmente i fattori di crisi per evolverli in opportunità e agevolarne i processi, garantendo terzietà, inclusività e pluralità nella gestione delle risorse.


Oramai da decenni, nel contesto romano e laziale, per il segmento Artistico e Tradizionale del settore Artigianato si evidenzia una progressiva riduzione della capacità economica di ciascun soggetto, registrando contestualmente la diminuzione della nascita di nuove imprese, a fronte anche della progressiva delocalizzazione, trasformazione in “altro” ovvero chiusura di molte di quelle esistenti.

Solo nel Centro Storico di Roma, nei primi anni ’90 vi operavano circa 5.000 imprese artigiane. Una densità importante che raccontava di una Città operosa, piena di figure riconoscibili e specializzate nel lavoro manuale e nell’artigianato artistico. Queste 5.000 attività dieci anni dopo, nei primi anni 2000, si erano ridotte a circa 2.000; nel 2010 a 1.000; oggi sono circa 500 e forse ancora meno.

Secondo il rapporto del 2011 sull’Artigianato Artistico e Tradizionale nel Lazio, che fotografava un campione significativo di operatori, le ditte individuali erano il 75%, mentre solo il 5% impiegava più di 5 addetti. Per la quasi totalità il Mercato di riferimento era locale o al massimo regionale e solo lo 0,9% operava continuativamente su quello internazionale; il 61% delle botteghe intervistate producevano redditi fatturati inferiori ai 30.000 l’anno e solo il 15% fatturavano fino a 60.000 l’anno.

Appare piuttosto evidente come le politiche perseguite e le governance attivate negli ultimi decenni nel settore non siano state in grado di contrastare le complessive criticità degenerative in divenire – causate certamente soprattutto dall’evolversi del processo di globalizzazione anche rispetto alla storica funzione socio-economica di prossimità – né tanto meno di incidere innovativamente su questo specifico ambito economico, sociale e culturale regionale

In un’ottica essenzialmente conservativa, è innanzitutto mancato il coraggio e la determinazione nel voler mettere in discussione gli status quo preesistenti e persistenti, attraverso – viceversa – la prioritaria apertura di un confronto pubblico, approfondito, analitico ed evolutivo, con il coinvolgimento anche dei numerosi stakeholder dell’Eco-Sistema di riferimento (non solo Artigiani, ma anche Università ed altri ambiti della Ricerca e della Formazione, Operatori del Marketing, del Turismo, della Creatività e della Cultura – in ogni sua forma visuale ed espressiva – delle Filiere Agro-Pastorizie del Territorio, …).

Confronto necessario e funzionale alla possibilità di leggere il contesto nel suo insieme, per essere in grado di concepire ed elaborare una nuova visione allo scopo di sviluppare un processo strategico di riqualificazione e di rigenerazione del Sistema stesso, finalizzato al riposizionamento dell’Artigianato Creativo e Culturale dei nostri Territori, nel suo complesso e nel quadro delle dinamiche della competizione globale.

Purtroppo, invece, si è continuato ad agire con interventi spot, in una logica “non evolutiva” ed essenzialmente  parcellizzata, di fatto supportando, solo e limitatamente, lo strato del sistema via via sopravvivente e comunque quello strutturalmente privilegiato, rispetto, invece, a perseguire l’obiettivo di rigenerare il valore del più complessivo, ampio e diffuso capitale umano e materiale costituente – ancora oggi, sia pure in condizioni di sempre maggiore dispersione, invisibilità ed impercettibilità – lo straordinario storico patrimonio artigianale creativo ed etno-culturale dei nostri territori.

Ancora oggi, nonostante l’evidente stato di crisi strutturale, oltre che congiunturale, alle attività creative del settore artigianale, in forma tradizionale o innovativa, si rivolge l’interesse spontaneo di diversi Soggetti – giovani, ma anche non giovani, non di rado svantaggiati – con competenze supportate da percorsi formativi prevalentemente generalisti e/o da una spiccata dote personale, ma che non trovano facilmente contesti dinamici ed interlocuzioni utili a sviluppare nuove opportunità per affrontare le possibili sfide future.

Sia il “Vecchio” che il “Nuovo” Artigianato non sono, oggi, più “censibili” e “misurabili” solo con gli “indicatori statistici di sistema”. E questo, da una parte, a causa della progressiva deimprenditorialità a favore spesso di un “sommerso di sopravvivenza” ovvero, dall’altra, dalla difficoltà, nell’incertezza del presente, di poter strutturare nuovi percorsi progettuali d’impresa.

Per tutto questo, è oggi necessario e sempre più urgente saper concepire strumenti innovativi in grado di perseguire il riposizionamento competitivo del “Saper Fare Creativo” nel suo “Insieme” – quale funzione trainante per Tutti ed anche quale distintivo e qualificante brand del Territorio da coniugare con quelli dei Protagonisti – attraverso la prioritaria emersione e l’adeguata rinnovata “rimessa in gioco” e valorizzazione dei “Saperi” e delle “Competenze”.

Sono questi i veri fattori distintivi e competitivi su scala globale che rappresentano il “vero” patrimonio, il “tesoro nascosto”, del nostro tessuto produttivo creativo; fattori sui quali è inderogabile intervenire ed investire per rigenerarne le potenzialità economiche, sociali e culturali, con strumenti e soluzioni all’altezza anche della secolare storia straordinaria che testimoniano.Da una parte, è indispensabile agire con decisione per tutelare e sostenere il patrimonio artigianale ancora visibilmente presente soprattutto nei Centri Storici, elaborando ed attivando idonei ed efficaci strumenti giuridici e fiscali, in grado di contrastare concretamente le criticità conseguenti ad un’irresponsabile deregulation che, per diversi decenni, ha favorito competitività sleale e degrado urbano, in danno delle attività più deboli, ma anche del decoro e della percezione identitaria e culturale, per invece avviare processi che, riqualificando le condizioni, innestino fattori per potenzialmente favorire nuova centralità diffusa delle Attività Tipiche, delle Botteghe e Storiche e dell’Artigianato Creativo e Culturale.

Inoltre, la Regione Lazio ha il dovere di fare proprio ed istituire, come già fatto dalla Regione Sicilia, il riconoscimento, pieno e sostanziale, alle eccellenze del territorio del titolo valoriale di “Tesoro Umano Vivente“, anche e soprattutto per favorirne la trasmissione dei Saperi e delle Competenze alle nuove generazioni, così come definito dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, adottata dagli Stati membri nella 32ª Conferenza Generale dell’UNESCO del 17 ottobre 2003.

Altresì, è prioritario e funzionale agli obiettivi, perseguire il riconoscimento del plurimillenario “Saper Fare Creativo della Grande Bellezza” quale “Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, come già accaduto per altre 15 specificità identitarie italiane.

Dall’altra, nell’epoca di internet, della comunicazione digitale, della disintermediazione, non può che essere la capacità di innovare il Sistema” – stimolando il superamento delle dinamiche individualistiche anche verso una nuova prospettiva del modello di “Fare Impresa Artigiana” – a potenziare la competitività del “Saper Fare Creativo e Culturale” nel contesto economico locale ed internazionale.

Il Lazio certamente non è solamente “Roma”, ma il Lazio è anche e soprattutto “Roma”. E dal Valore “Roma”, oltre a vicendevolmente contaminarsi nei secoli, ancora oggi possono trarne benefit tutti i territori regionali. Partendo dal Contesto “Roma” possono sperimentarsi, svilupparsi e replicarsi innovative models e best pratices utili per Tutti.

Il Programma di Sviluppo per il 2023-2028 delinea le seguenti 5 macro progettualità:

  1. Costituzione del “Make-in.Lazio” – Osservatorio delSaper Fare Creativo Romano e del Lazio”, quale Network Management pluralistico e dinamico, strutturato territorialmente ed in relazione operativa con gli stakeholders di riferimento, in grado di rilevare ed analizzare lo scenario di riferimento e le criticità, nonché di elaborare, promuovere e governare le previste attività di intervento per favorire lo sviluppo economico e socio-culturale dell’EcoSistema territoriale e regionale nel suo complesso. Obiettivo dell’Osservatorio è anche quello di analizzare i pregi e i limiti dei complessivi strumenti normativi vigenti nel settore, ai diversi livelli legislativi, nonché delle relative potenziali risorse disponibili ed in particolare della ancora inattuata Legge Regionale sull’Artigianato n.3/2015 al fine di poterne elaborare, proporre ed attuare le modifiche utili e necessarie al perseguimento degli obiettivi delineati nel Programma di Sviluppo.
  2. Organizzazione progressiva di “CreArt GLocal Meeting”, eventi territorialmente diffusi – anche con cadenza periodica ed in Luoghi che divengano il punto di riferimento locale del Programma di Sviluppo (Make-in.Local) – con l’obiettivo di stimolare e favorire la Partecipazione dei Protagonisti dell’Eco-Sistema ai processi organizzativi e decisionali, l’emergere della conoscenza sulle Realtà del tessuto Creativo Artigianale e Culturale di ciascun ambito territoriale, nonché il confronto sulle esigenze di sviluppo e le aspettative per gli scenari futuri.
  3. Convocazione, con periodicità bi-triennale, dell’evento “Stati Generali & Futuro del Saper Fare Creativo #MadeinRome e #MadeinLazio”, quale GLocal HappenMeeting regionale per conoscere, discutere, aggregare “Idee Innovative” e “Best Pratices” volte a prospettare Nuovi Scenari ed Opportunità per i Protagonisti dell’Eco-Sistema.
  4. Realizzazione della Piattaforma Digitale Web&App “Lazio CreArtigiano” quale Open Big Data Network & MarketPlace per favorire la progressiva e spontanea Geo-Catalogazione dei Saperi e delle Competenze diffuse nell’Eco-Sistema regionale, favorirne l’emersione e la visibilità, le relazioni e le connessioni, promuoverne i Protagonisti, i Luoghi, gli Eventi, i Prodotti ed i Servizi verso il mercato.
  5. Realizzazione del primo “ART-HUB del Saper Fare Creativo”, da definire tematicamente e da localizzare nel cuore della Città di Roma nell’ambito della riqualificazione di un Luogo di prestigiosa centralità (quale esempio, da anni si propone il quadrante urbano comprendente il complesso delle 36 Botteghe del San Michele a Ripa – chiuse da 60 anni – integrato con l’area dell’Arsenale Pontificio a Porta Portese, anch’esso in disarmo da decenni). L’ART-HUB – quale modello innovativo sperimentale da strutturare in chiave Eco-Sostenibile, volano replicabile e scalabile per rigenerare la nuova centralità creativa e artigianale di ciascun territorio e/o di specifiche filiere – si configura quale Incubatore del Sistema, aperto al pubblico, per promuovere e favorire:
    • l’acquisizione, la conservazione, la divulgazione – anche esperienziale – e la messa a disposizione del Patrimonio Storico dei “Saperi” e delle “Competenze”;
    • la connessione e la contaminazione Creativa, anche attraverso processi sperimentali e di ricerca in funzione di analisi del Mercato;
    • la fruizione in condivisione di Spazi Operativi e/o di Mezzi Tecnici e/o di Processi di Lavorazione;
    • l’acquisizione in economia di scala di Attrezzature e/o Materiali e/o Accessori;
    • l’Offerta Formativa in funzione applicativa e di Startuppining progettuale e/o d’impresa;
    • la promozione di Eventi dinamici ed interattivi Esperienziali, Espositivi e Culturali;
    • la gestione customizzata e on demand di Servizi Tecnici e Professionali di Filiera Produttiva, di Mercato, di Marketing, Legali, Finanziari, Amministrativi, …

Analisi e Proposta Politica per il Buon Governo della Regione Lazio 2023-2028

Contributo elaborato a cura di FaròArte, promotore del progetto per il #MadeinRome – www.made-in-rome.com

Per info e contatti scrivere a: info@faroarte.it

Scarica Qui il Programma in PDF


Chi accetterà la Sfida per un Nuovo Futuro CreArtigiano ?

Si invitano i Candidati Consiglieri a manifestare la loro adesione ed il loro sostegno al Programma Regionale per un “Nuovo Modello di Sviluppo” dell’Eco-Sistema del “Saper Fare Creativo e Culturale” Romano & del Lazio

I nominativi dei Candidati che manifesteranno la loro adesione ed il loro sostegno saranno pubblicati e diffusi.
FaròArte è disponibile ed interessato a partecipare ad incontri e confronti pubblici sul tema.

Per i Candidati Consiglieri alla Regione Lazio che intendono aderire e sostenere il Programma Regionale, Qui trovate il modulo da compilare ed inviare

Approviamo la Legge sulla Creatività nel Lazio !

Vorremmo che il Lazio fosse la prima Regione italiana ad avere una legge sulla creatività. Per questo chiediamo al Consiglio regionale di discutere e approvare entro la fine di questo mandato la Proposta di Legge sul Settore Culturale e Creativo che è stata depositata pochi mesi fa.

Come Associazione Civita siamo impegnati da anni nella valorizzazione del patrimonio culturale e per la costruzione di un dialogo aperto e costruttivo tra mondo della cultura e dell’economia. Ed è precisamente in questa direzione che va la proposta di legge sulla creatività.

Il testo allinea, infatti, la Regione a molte delle migliori prassi europee: definisce un quadro istituzionale di riferimento, prevede misure per favorire la nascita e la crescita delle imprese del settore, fornisce strumenti per valorizzare le eccellenze creative del territorio e facilitare la realizzazione di luoghi per la creatività.

E’ una grande opportunità per una Regione che già oggi è tra i leader a livello nazionale nel settore culturale e creativo, ambito strategico che può rappresentare una grande potenzialità di sviluppo futuro. Luogo d’eccellenza nel cinema, nella moda, nella televisione, nell’architettura, nella valorizzazione dei beni culturali, sede di istituzioni culturali, centri di ricerca e scuole di formazione, il Lazio vede però ancora oggi troppe potenzialità disperse e inespresse, troppe possibilità di fare impresa nella cultura, non sfruttate.

Questa legge può essere un passo deciso verso la costruzione di un ecosistema che sappia riconoscere e accompagnare le capacità creative della Regione. Allo stesso tempo, il Lazio può divenire il punto di partenza per uno sviluppo capace di interessare altre Regioni ed altre amministrazioni territoriali italiane.

Il Consiglio regionale del Lazio è nel suo ultimo anno di attività, terminando il suo mandato nei primi mesi del 2018. Per questo abbiamo pensato di promuovere una petizione online per chiedere al Consiglio di discutere e approvare quanto prima la proposta di legge sulla creatività.

FIRMA QUI ANCHE TU PER CHIEDERE AL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO DI APPROVARE LA PROPOSTA DI LEGGE SULLA CREATIVITA’

Per approfondire:

La proposta di legge è stata scritta e depositata dal Consigliere Gian Paolo Manzella, iscritto al gruppo PD.

Questo è il testo integrale della proposta di legge depositata

PRIMI FIRMATARI

  • Pietro Antonio Valentino, economista
  • Pier Luigi Sacco, professore economia della cultura
  • Isabella Ferretti, fondatrice 66thand2nd
  • Domenico Sturabotti, direttore di Symbola
  • Paola Manfroni, art director
  • Roberto Ziliani, fondatore Slamp
  • Alessio Gismondi, artigiano designer
  • Michele Trimarchi, professore economia e politiche culturali
  • Andrea Bianchi, giornalista
  • Luciano Rea, presidente ADD associazione distretto design
  • Alessandro Leon, presidente Cles
  • Valentina Montalto, ricercatrice
  • Nerina Di Nunzio, direttore IED Roma
  • Simone Capra, architetto
  • Carlo Alberto Pratesi, professore Economia e Gestione delle Imprese
  • Claudio Bocci, direttore Federculture

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Presidente Consiglio regionale del Lazio –
    Daniele Leodori
  • Presidente Regione Lazio
    Nicola Zingaretti

Manifesto per il “Made in Rome”

Manifesto per il “Made in Rome”

Manifesto per il “Made in Rome”

per la ri-Evoluzione partecipata del Saper Fare Creativo ed Etno-Culturale
p
er il Rinascimento di Roma, Città Artigiana e Creativa
incipit per il «Distretto Culturale Evoluto»
Polis per il Bene Comune

il Problema: economia e cultura

Roma è Città Artigiana e Creativa da oltre 2000 anni.
Ma la scomparsa delle Botteghe, prima dalle vie del centro e poi anche dalle periferie, è solo l’indicatore più visibile della più recente progressiva declinante e degradante dissoluzione non solo economica e produttiva, ma anche sociale e culturale della nostra Città.
Quell’humus antico e caratterizzante la sua percezione identitaria che nella contaminazione fertile tra Cultura Alta e Cultura Materiale ha concorso a plasmarla come la «Grande Bellezza».
Oggi rischiamo di disperdere definitivamente questo patrimonio comune, rappresentato dalle Competenze, dai Luoghi, dall’Etno-Cultura.

l’Obiettivo: reinventare il Futuro, valorizzando il Passato e il Presente

Occorre, invece, restituire a Roma la sua identità e la sua vocazione di «Città Artigiana e Creativa» partendo dalla ricchezza della sua storia plurimillenaria, protagonista universale delle Arti e della Cultura, per concepire una nuova prospettiva strategica – capace di mettere in gioco il capitale della Tradizione con le sfide dell’Innovazione, della Globalizzazione e delle Nuove Economie Digitali – per rigenerare nuovo reale sviluppo economico, sociale e culturale, atto a reinventare ogni giorno le ragioni – passate, presenti e future – del suo essere la «Città Eterna».

l’Idea: rigenerare la fertilità di conoscenze & competenze

Occorre, perciò, attivare un processo orizzontale e un percorso condiviso volto al rinascimento ed alla valorizzazione del «Saper Fare Creativo» quale composita e fertile espressione poliedrica e plurale dell’Etno-Cultura romana, prezioso Bene Comune – produttivo, sociale, culturale, turistico, … – fattore essenziale per contribuire a risollevare il destino di migliaia di piccole, spesso sommerse, ma preziose economie del territorio e rigenerare l’identità della nostra Città, polo e volano naturale del più ampio territorio metropolitano e regionale, riposizionando «Roma» come patrimonio non solo storico ma anche contemporaneo unico al Mondo.

il Paradigma: Artigianato & Creatività & Innovazione

L’Artigianato non è solo un’attività economica; è un fenomeno etno-antropologico, sociale e culturale, che anima e caratterizza la vita e l’identità di una Comunità e del suo Territorio.
La Creatività è la capacità individuale, esercitabile sia singolarmente che collettivamente, non controllabile né pianificabile, di elaborare fuori dagli schemi per rinnovare le esperienze.
L’Innovazione è la competenza strumentale e l’abilità progettuale di prefigurare soluzioni e di pianificare politiche capaci di sviluppare relazioni e rigenerare opportunità creando nuovo valore aggiunto all’organizzazione sociale ed economica di un settore e di un territorio.

Tradizione@Innovazione = contaminazione feconda a ciclo storico continuo

L’Innovazione non è quindi una componente una tantum, né un fenomeno modale, né tanto meno riguarda solo aspetti tecnologici, alias invenzioni. Innovare è Metodo, è il gene per l’Evoluzione di un Eco-Sistema anche dal punto di vista organizzativo e relazionale, una variabile costante, preziosa per favorire la capacità dello stesso – plasmandosi e permeandosi con il proprio DNA etno-culturale – di evolversi dinamicamente in nuove forme, metodiche e processi, coerenti con lo scenario di riferimento e con le sue esigenze di crescita eco-intelligente: quella che ieri è stata Innovazione oggi è Tradizione, quella che oggi è Innovazione domani sarà Tradizione e così via; ed è l’identità a fare la differenza competitiva negli scenari globali.

la Rappresentanza e la Governance: partecipazione diffusa e inclusione sociale

Oggi, nella nostra Società, il tema della gestione, della delega e della partecipazione è in piena crisi. L’innovazione tecnologica ha implementato esponenzialmente le potenzialità della comunicazione e delle relazioni, offrendo nuove opportunità e modalità di condivisione e prefigurando nuovi scenari partecipati e disintermediati, con i quali delineare la genesi orizzontale e trasparente di nuovi modelli per la Rete e la Governance del Sistema.
Compito delle Istituzioni deve essere quelle di governare responsabilmente i fattori di crisi per evolverli in opportunità e agevolarne i processi, garantendo terzietà, inclusività e pluralità nella gestione delle risorse.

lo Scenario: un tesoro nascosto

Artigianato e Creatività, riconosciute Eccellenze del Made in Italy, rappresentano grandi potenzialità economiche, anche per il riposizionamento competitivo e distintivo sulla scena internazionale.
Crisi e inadeguata Visione Strategica hanno progressivamente indebolito, disperso e reso quasi invisibile questo Patrimonio. Ma «Roma» ha le radici storiche e potenziali per avviare il volano di questa nuova sfida.
Per agire occorre partire dalla consapevolezza che i Dati Ufficiali rappresentano una minima parte della composita Realtà in evoluzione. Nel complesso quadro generale delle criticità congiunturali, Artigianato creativo ed Espressioni etno-culturali vivono condizioni di de-imprenditorialità dal modello tradizionale, come l’evolversi di innovative forme operative che delineano inediti scenari socio-economici e di territorialità, fenomeni non più misurabili solo in termini di “impresa”, ma che devono essere rilevati e valorizzati per il profilo qualitativo delle “competenze” e delle “abilità” possedute (il «Saper Fare Creativo»).

 la Visione: Innovazione & Identitarietà

Occorre, pertanto, saper ricapitalizzare lo straordinario Capitale Umano, Materiale e di Sapienza di cui Roma dispone con un innovativo e radicale processo dal basso del sistema per:

1) coinvolgere, motivare, aggregare e valorizzare i «Maestri e i Nuovi Artigiani»

2) ridisegnare, riqualificare e attivare i «Luoghi del Fare Creativo» per restituire visibilità, centralità, riconoscibilità e fruibilità al «Saper Fare Creativo»

3) patrimonializzare, implementare e diffondere la «Comunicazione del Sapere»

agendo sinergicamente sulla coazione di tre colonne portanti, caratterizzanti e qualificanti:

1) il Brand «Roma» e il «RoMarketing»

Rivendicare, stimolare, promuovere e garantire il valore unitario e distintivo dell’identità territoriale e culturale del tessuto produttivo creativo romano, anche per contribuire significativamente a promuovere e rilanciare l’immagine globale della Città, qualificando con innovative politiche socio-economiche il sostegno ad un rinnovato brand identitario, capace di recuperare l’attuale punteggio negativo evidenziato nelle maggiori graduatorie internazionali (GaWC, Le Città europee, Global City Report).

2) gli «Hub» del «Sapere» e del «Fare»

Attivare Incubatori della Contaminazione Creativa a ciclo orizzontale, spazi di condivisione fertile delle Competenze e della Conoscenza, degli Strumenti organizzativi e delle Linee di produzione. Concept-WorkSite di incontro culturale e sociale nei quali integrare e coniugare le esperienze del patrimonio Tradizionale con le opportunità dell’Innovazione, volto a favorire Formazione finalizzata a Start-up per la Ricerca tecnica e creativa di Metodi, Processi e Prodotti.

Hub da attivare ne:

3) i «Luoghi del Fare Creativo»

Riqualificando e riattivando prestigiosi siti storici – pubblici e privati – presenti nel cuore della Città, come in altre centralità urbane e sociali dell’Area Metropolitana, spesso chiusi, abbandonati e in degrado da decenni, disegnando spazi fisici di grande qualità etica a bassa impronta ecologica, dove il design simbolico fondi l’aspetto funzionale con la tecnologia dello «Smart Village Farm», isola energetica Zero Watt e Zero Carbon in grado di produrre tanta energia quanta ne consuma.

big bang incipit: il «Foro del Fare Creativo: Campus & Concept Store»

Per rendere significativamente visibile, impattante e virale l’avvio e lo sviluppo replicante del nuovo scenario delineato, occorre individuare, attivare e qualificare un importante quadrante urbano, centrale e prestigioso, che abbia coerenti ed ideali caratteristiche storiche e funzionali; come ad esempio il sito da decenni dismesso e marginalizzato – contiguo con il Foro Romano, Trastevere, l’Aventino e Testaccio – costituito dalle 36 Botteghe del Complesso del San Michele a Ripa, coniugate con l’area e le strutture dell’ex Arsenale Pontificio di Porta Portese, entrambe di proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche.

Manifesto per il Made in Rome

Dal successo del “Foro per il Made in Rome” la prima pietra del progetto per il Rinascimento delle Imprese dell’Artigianato Artistico e Culturale romano

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"

Il “Foro dell’Artigianato Artistico e Creativo per il Made in Rome” – svoltosi a metà dicembre nell’ambito della manifestazione espositiva “Arti & Mestieri expo 2014” all’interno del nuovo polo fieristico della Capitale – ha rappresentato la prima pietra di un ambizioso e concreto percorso progettuale che ha lo scopo di mettere costruttivamente in rete e connettere risorse intellettuali, competenze e capacità per ricomporre il terreno di incontro tra patrimonio immateriale e cultura materiale, innovazione tecnologica e formazione, lavoro e sviluppo sostenibile.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"

Gli obiettivi qualificanti, valoriali e costruttivi, che si intendono condividere sono infatti quelli di sviluppare un sistema comune e sinergico di iniziative e di azioni articolate e coordinate, finalizzate all’affermazione del brand valoriale e democratico “Made in Rome” per perseguire la tutela culturale, la valorizzazione professionale e la promozione internazionale dell’artigianato artistico, creativo, eno-alimentare, tipico e tradizionale di eccellenza di Roma.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"

Grazie alla qualificante collaborazione organizzativa con “Fiera di Roma”, diverse decine di migliaia di visitatori hanno potuto ammirare una straordinaria selezione espositiva di opere rappresentative dell’eccellenza artigianale romana, animata con una rassegna di performance espressive dell’artigianalità e della creatività finalizzate a promuovere la percezione e l’interazione con i valori del “saper fare”.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"

Galleria Fotografica del Foro

Artigiani e cittadini hanno potuto incontrarsi e condividere pensieri, emozioni e suggestioni vivendo uno spazio aperto, attrattivo ed accogliente di oltre 140 mq, ambientato con una suggestiva scenografia evocativa del Foro Romano, caratterizzata da colonne bianche intervallate da stendardi porpora che sottolineavano, celebrandole, le 20 parole chiave del percorso progettuale:

– Far Tesoro della “Grande Bellezza”
– Valorizzare i “Maestri Artigiani”
– Riqualificare i “Luoghi del Fare
Sostenere la “Comunicazione del Sapere
Tutelare Conoscenza, Stile e Creatività
Diffondere la Cultura del “Saper Fare
Riaprire le “Botteghe Artigiane
Sviluppare Formazione & Lavoro
Innovare Metodi e Strumenti
Rivendicare il Disciplinare Etico-Produttivo
Certificare l’Eccellenza Romana
Condividere il Manifesto dei Valori
la “Grande Bellezza” come Bene Comune
Combattere Plagio e Concorrenza Sleale
Aprire Art Work Lab, Show & Shops
Promuovere il Souvenir DOC a Km 0
Internazionalizzare il Mercato
Realizzare il Virtual Tour 3D & l’e-Store
Riconquistare la Città e il Turismo
Rinascimento delle Arti e dei Mestieri

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"

Galleria Fotografica del Foro

Preziosi sono stati i focus di approfondimento tematico – coordinati da Carlo d’Aloisio Mayo e Dionisio Mariano Magni – che hanno visto il contributo di testimonial ed esperti su temi di attualità per il settore, quali: “Tradizione & Innovazione”, “Formazione & Lavoro”, “Arte & Cultura = Economia del Territorio”, “Comunicazione del Sapere: Cultura Alta ed Etno-Cultura”, “Marketing e Mercati Internazionali”, “Luoghi del Fare, Turismo & Territorio”.

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Galleria Fotografica dei Focus

Su tutti da segnalare le due Lectio Magistralis tenute dal Prof. Giancarlo Micheli che ha incantato la platea raccontando l’interazione e l’apporto qualificante e caratterizzante dei Maestri Artigiani con l’evoluzione di Roma nelle determinanti fasi storiche del Medio Evo, del Rinascimento e del periodo Barocco.

il Prof. Giancarlo Micheli al Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"
Giancarlo Micheli

Tra i diversi prestigiosi contributi raccolti durante i focus – moderati dal presidente del Consorzio FaròArte l’Arch. Dionisio Mariano Magni – sono in particolare da ricordare gli interventi di:

Dionisio Mariano Magni
Dionisio Mariano Magni

Mauro Mannocchi, presidente di Fiera di Roma e di Confartigianato Imprese Roma, ha inteso sottolineare come il brand del “Made in Rome” corrisponda all’interesse strategico di Fiera di Roma, contribuendo a raggiungere l’obiettivo di promuovere la Città e le sue attività, dove oltre all’artigianato tradizionale e di eccellenza stanno crescendo forme di nuovo artigianato come quello dei “Makers”; a questa visione concreta della possibilità di far crescere importanti obiettivi per l’economia della Città, dopo l’azione promozionale di FaròArte e l’impegno costruttivo di Fiera di Roma, presti attenzione anche l’amministrazione Capitolina e ne agevoli gli sviluppi.

Mauro Mannocchi
Mauro Mannocchi

Armando Soldaini, consulente di Fiera di Roma per l’internazionalizzazione, ha rappresentato l’impegno del Polo Fieristico romano verso il percorso di iniziative complementari e di sostegno ad Expo 2015 che vedrà Roma protagonista per offrire visibilità e promozione anche per le PMI ed i Territori, svolgendo quel ruolo prestigioso e complementare che le compete per la sua straordinaria ragione attrattiva storica e culturale, ma anche per la sua naturale identità istituzionale di sede delle Ambasciate, delle Accademie di Cultura Internazionale, degli Enti per le Relazioni Economiche Internazionali.

Armando Soldaini
Armando Soldaini

Benedetto Todaro, preside dell’Istituto Quasar e già preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, ha evidenziato l’importanza di sviluppare percorsi di studio sempre più professionalizzanti, incentivando e sperimentando attività di inserimento lavorativo, che possano contribuire a soddisfare la domanda di prodotti dell’artigianato artistico e creativo rispondenti a criteri di qualità, valore estetico e funzionale.

Benedetto Todaro
Benedetto Todaro

Luigi Gentili, sociologo e saggista, sul tema dell’economia delle reti territoriali ha sottolineato l’importanza dello sviluppo come crescita delle interconnessioni tra realtà imprenditoriali diverse ed il ruolo del marketing urbano con la necessità di creare un brand locale per rendere competitiva la città metropolitana.

Luigi Gentili
Luigi Gentili

– Tonino Fabbri, sociologo e ricercatore, ha parlato di “smart city” e dell’artigianato nelle periferie, ossia di come la città abbia bisogno di diventare “smart” con la necessità di creare sistemi tecnologici integrati che permettano al centro di interagire con la periferia rivalutando le marginalità artistiche.

Tonino Fabbri
Tonino Fabbri

– Sabrina Corarze, giornalista, direttrice de “Il Corriere del Management”, ha illustrato la crisi dei consumi culturali a Roma con il malessere vissuto dagli artigiani creativi e la crisi del restauro; per questo diviene indispensabile favorire la necessità di adottare serie politiche di intervento per rivalutare l’archeologia artistica e l’artigianato culturale.

Sabrina Corarze
Sabrina Corarze

– Giorgio Marini, esperto di formazione, ha parlato della formazione professionale finanziata, valorizzando il ruolo dei finanziamenti comunitari per sostenere la preparazione professionale e la partnership tra pubblico e privato.

Giorgio Marini
Giorgio Marini

– Angelo Brasi, romanziere, ha approfondito il ruolo di Artisti ed Artigiani nella prospettiva economica, sottolineando come l’economia possa “evolvere” attraverso il riconoscimento delle peculiarità artistiche locali; in questo processo è da sollecitare il ruolo del management nel rivalutare gli investimenti produttivi indirizzati al settore della cultura.

Angelo Brasi
Angelo Brasi

Cristiano Mandich, presidente dell’Artigianato Artistico della Confartigianato Imprese Roma, tra i pionieri del progetto per il “Made in Rome”, ha sottolineato l’esigenza e l’importanza di sviluppare il percorso progettuale in forma aperta, partecipata e condivisa tra tutti gli operatori del settore, promuovendo rete e condividendo sistema.

Cristiano Mandich
Cristiano Mandich

Adriano Pedicini, presidente regionale CNA del Lazio, ha manifestato l’importanza di sviluppare sinergie volte soprattutto ad agevolare le condizioni di apertura di nuovi mercati per promuovere l’offerta produttiva degli artigiani romani.

Adriano Pedicini CNA
Adriano Pedicini

– Adele Minestrini, artigiana della comunicazione e presidente CNA Area Roma Nord-Est, ha evidenziato la necessità di investire nella formazione per lo sviluppo delle arti applicate anche per accrescere e rinnovare le competenze tradizionali che permettono all’artigianato di riconfermarsi nel tempo come importante volano economico del territorio.

Adele Minestrini
Adele Minestrini

Wang Yumei, consulente di import-export del Made in Italy nei mercati cinesi, ha evidenziato come in Cina vi sia una tradizionale particolare attenzione verso la cultura e l’arte Italiana; la classe benestante cinese ha oramai raggiunto le 200 milioni di unità e per educazione culturale e disponibilità di risorse economiche elevate è molto interessata ai prodotti Italiani di grande qualità e valore artistico.

Wang Yumei al Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"
Wang Yumei

Paulo Romulo Marchesi, consulente di import-export del Made in Italy nei mercati del Sud America, ha evidenziato come il Brasile sia uno dei paesi emergenti nel panorama economico mondiale e come i prodotti italiani siano molto ricercati poiché rappresentano un livello di stile e di bellezza superiore; tra tutte le città italiane, Roma è quella certamente più famosa e portare sul mercato brasiliano prodotti “Made in Rome” rappresenta un’ambiziosa operazione di successo.

Paulo Romulo Marchesi
Paulo Romulo Marchesi

Altro prezioso contributo quello del Prof. Giuseppe Ragnetti, docente di comunicazione, il quale ha sottolineato l’importanza di attivare idonei processi comunicativi per promuovere i contenuti ed i valori del “Made in Rome”, articolandoli tra le azioni del contingente legate all’attualità e quelli del non contingente imperniati sull’educazione e quindi sulla sedimentazione culturale, nonché sollecitando dinamiche sociali con le quali recettori privilegiati del percorso progettuale quali in primis gli Artigiani ma anche in generale Cittadini e Turisti si reinterpretino in soggetti promotori condividendo e promuovendo l’azione di comunicazione per la crescita della notorietà e del consenso verso il “Made in Rome”.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"
Giuseppe Ragnetti

Il “Foro per il Made in Rome” è stato promosso ed organizzato dal Consorzio “FaròArte”, inaugurato alla presenza di Marta Leonori, Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale e realizzato, grazie anche alla preziosa collaborazione con Fiera di Roma, con il patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Attività Produttive, della Regione Lazio, del Consiglio regionale del Lazio, di Casartigiani Roma, di CNA Roma, di Confartigianato Imprese Roma.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"
Mauro Mannocchi, presidente di Fiera di Roma

Tra i Partner che hanno entusiasticamente aderito e portato il loro primo contributo di idee, di competenza e di partecipazione al percorso progettuale per il “Made in Rome” meritano una particolare menzione il Centro Studi Economy Roma, l’Associazione dei Negozi Storici di Eccellenza di Roma, l’Associazione delle Botteghe Storiche di Roma, l’Associazione Capitale Roma, l’Istituto Quasar, l’Istituto Francesco Fattorello, l’emittente Radio Roma Capitale.

Foro dell'Artigianato Artistico per il "Made in Rome"
Giulio Anticoli, presidente dell’Associazione delle Botteghe Storiche di Roma e l’Arch. Mariano Dionisio Magni, presidente del Consorzio FaròArte

Galleria Fotografica del Foro

Foro dell’Artigianato Artistico e Creativo per il “Made in Rome”

Foro Artigianato Artistico per il Made in Rome

Arti & Mestieri expo 2014” –  Consorzio FaròArte
presentano il

FORO DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO, CREATIVO, ENO-ALIMENTARE, TIPICO E TRADIZIONALE DI ECCELLENZA PER IL “MADE IN ROME”

– Tutela Culturale – Valorizzazione Professionale – Promozione Internazionale –

L’Artigianato e quello artistico e creativo in particolare, prima di essere settore produttivo è espressione etno-culturale e sapienziale di un popolo, di un territorio e del suo ambiente, del modo di vivere e costruire relazioni sociali, produrre beni durevoli e moltiplicare le fonti economiche.

All’Italia è riconosciuto il primato mondiale nel possesso di patrimonio etno-culturale.

Appartiene agli Italiani, ma è anche Patrimonio dell’Umanità e la sua conservazione, oltre che un obbligo ed un impegno, è un giacimento inesauribile di Bellezza, Stile e Qualità a cui attingere, ma anche da Saper Rinnovare con altrettanta capacità elaborativa ed applicativa.

Il 99,17% della popolazione mondiale guarda all’Italia come ad un modello di “bellezza” e di “stile”; espresso nella sua storia con così tanto talento che nel mondo intero “produzione italiana” è sinonimo di “qualità” e di “creatività”.

Roma, la “Grande Bellezza” – per il suo ineguagliabile, inimitabile, plurimillenario patrimonio di sapienza etno-culturale ed espressione artistica – rappresenta l’apice di questa preziosità, una ricchezza che da “solo antica” vogliamo far diventare “anche futura”, per un Rinascimento del Terzo Millennio.

Il “Foro” vuole mettere in rete e connettere a sistema Risorse Intellettuali, Competenze e Capacità per ricomporre il terreno di incontro tra Patrimonio Immateriale e Cultura Materiale, Innovazione Tecnologica e Formazione, Lavoro e Sviluppo sostenibile.

La competenza artigianale artistica e creativa romana può assumere un ruolo importante nel sostegno a politiche e strategie – locali, regionali, nazionali, internazionali – volte al superamento degli egoismi economici, allo sviluppo di nuove consapevolezze nella redistribuzione della ricchezza, all’affermazione di nuove forme di produzione, lavoro e pianificazione della Città, afferenti in particolare i Beni Culturali ed il Turismo.

Il programma generale – composto da più progetti focalizzati sulla coazione delle diverse capacità produttive inquadrabili nel “Saper Fare” – coniuga in “Cultura Materiale” l’Artigianato Artistico, Creativo, Tipico e Tradizionale, nonché l’Eno-Alimentare di Eccellenza, quale felice sintesi delle espressioni tipizzanti la migliore qualificazione turistico-culturale del territorio romano, riproponendosi obiettivi di sintesi e di azione per:

Tutelare il patrimonio di Cultura Materiale del lavoro artigianale ad indirizzo Artistico e Creativo
Valorizzare le conoscenze e le competenze dei “Maestri Artigiani” nelle arti applicate
Innovare nei metodi e nei processi l’attività artigianale artistica e creativa
Promuovere internazionalmente i prodotti del talento artistico artigianale romano
Sviluppare relazioni di mercato tra Artigianato Artistico e realtà produttive
Ricongiungere Etno-Cultura tradizionale, Innovazione Tecnologica, Formazione e Lavoro
Comunicare il Patrimonio Culturale artistico e dell’etno-cultura romana
Individuare i “Luoghi del Fare” urbani, attivarli o riqualificandoli negli spazi e nell’impiego
Far crescere e diffondere i valori e il carattere democratico del brand “Made in Rome”

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Nuova Fiera di Roma – Arti & Mestieri expo 2014 – 11/14 Dicembre
orari: giovedì 14-22 – venerdì, sabato e domenica: 10-22
Ingresso Nord – Padiglione VIII